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I potenti del mondo e la "minaccia aliena"

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

I potenti del mondo e la "minaccia aliena"

Dal marzo 1989 alla pasqua dell'anno seguente verificò in Belgio la più massiccia ed imponente ondata ("flap", in gergo) di avvistamenti UFO. In larga misura gli ordigni volanti erano scuri e triangolari o romboidali, il che spinse taluni ad immaginare un  nuovo prototipo spia, magari americano. Ma nell'aprile del 1990 l'Aeronautica reale allertava i radar di Glons e Semmerzake, per la ricerca degli UFO, aprendosi alla collaborazione con la SOBEPS, un gruppo di investigazione UFO privato. Questi ultimi preparavano venti stazioni di osservazione tra Bruxelles ed il confine tedesco, sguinzagliando squadre mobili di studiosi con misuratori di distanza e telecamere ad infrarossi.


Le migliaia di pagine del rapporto SOBEPS sono riassumibili nelle parole del suo investigatore, Michel Bougard: "I misteriosi triangoli volanti sono rimasti un mistero, un UFO nel vero senso del termine"; e nella dichiarazione del professore August Meessen, fisico teorico dell'Università di Lovanio, che ha studiato al computer le traiettorie degli UFO ed ha concluso: "Sono fenomeni che obbligano a riflettere. Non si tratta comunque di fenomeni meteorologici...".


Da anni politici, diplomatici e persino gli stessi capi di stato delle potenze leader, in camera caritatis o in conferenza stampa, hanno trattato l’argomento. Harry Truman, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Washington il 4 aprile 1950 dichiarò: “Vi posso assicurare che se i dischi volanti esistono, non sono costruiti da nessuna potenza terrestre”; è poi noto che Jimmy Carter auspicava che l’umanità di questo pianeta entrasse al più presto in un’eventuale Confederazione Galattica alla Star Trek; Gerald Ford voleva creare una commissione di studio che facesse luce sul fenomeno una volta per tutte; George Bush jr. si era detto interessato ma non ha mai rivelato nulla, come del resto suo padre, che per inciso fu quel capo della CIA che – eletto Carter –rifiutò al presidente l’accesso ai dossier top secret sugli UFO; di Bill Clinton si ricorda una battuta: “Se dovessimo essere attaccati da alieni provenienti dallo spazio non ci sarebbe partita”; sua moglie, per contro, è stata “beccata” da un fotografo nel 1995 mentre passeggiava con l’ufomaniaco e  miliardario Laurance Rockefeller, con sottobraccio il libro dello scienziato Paul Davies Siamo soli?; Al Gore, scettico, ha dichiarato di “non avere mai saputo nulla dell’esistenza degli UFO”; Ronald Reagan era invece ossessionato dall’idea dell’invasione aliena, ma già prima di lui, il 7 agosto 1955, il generale Douglas McArthur, a colloquio con l'armatore italiano Achille Lauro a New York, aveva invitato le nazioni della Terra a fronteggiare un “possibile attacco dei dischi volanti”; il generale d’aviazione francese Lionel Chassin, quando era ancora comandante in capo della Difesa aerea, nel marzo 1955, affermava che i dischi volanti rappresentavano "una squadra di sorveglianza dei mondi arretrati che moltiplica i voli d'osservazione da quando i terrestri, avendo cominciato a scoprire il segreto dell'atomo, sembrano poter divenire pericolosi per gli altri mondi".


Il delegato del Portogallo Vasco Garin, all'assemblea delle Nazioni Unite del 27 ottobre 1959, di fronte ad una proposta sovietica di disarmo nucleare, sbottava: "Le nostre forze, comprese quelle dell'Unione Sovietica, farebbero una meschina figura se noi avessimo solamente coltelli o fionde con cui difendere noi stessi da parte di un'invasione di un altro corpo celeste". Il 15 settembre 1959 il deputato laburista australiano W.F. Crabtree (poi Ministro al Territorio) invitava il Ministro per la Difesa civile Robert Heffron a “prendere precauzioni contro rappresaglie aliene”. "C'è un definito rischio che esseri superiori dallo spazio esterno possano partire per fare rappresaglie se noi continuiamo questo indiscriminato lancio di missili interspaziali", scriveva.


Ronald Reagan ribadiva questo concetto il 21 settembre 1987 nientemeno che alla 42° Assemblea delle Nazioni Unite, riunita in seduta plenaria e dunque presente una fetta considerevole di mondo. Il presidente, il cui aereo era stato inseguito da un UFO quando lui era ancora un semplice governatore, incontrando nel 1985 gli studenti universitari di Fallston nel Maryland, aveva improvvisamente sbottato: “Penso che dobbiamo aspettarci che una razza aliena possa insorgere e costituire una minaccia per noi. E penso, sia detto fra noi, che noi stessi possiamo provocare una cosa del genere” (attirando forse l’attenzione con gli esperimenti nucleari, con i radiosegnali emessi o con le esplorazioni spaziali?); due anni dopo, incontrando il premier russo Mikhail Gorbachov, Reagan avrebbe addirittura chiesto aiuto militare. "Durante il nostro incontro a Ginevra", disse in seguito Gorbachov, “il presidente degli Stati Uniti ha detto che se la Terra dovesse fronteggiare un'invasione extraterrestre, USA e URSS unirebbero le loro forze per respingere l’invasione. Non contesterò una simile ipotesi, sebbene sia ancora troppo presto per inquietarsi per un'intrusione del genere”.


E ancora, il 4 maggio 1988, durante una riunione del National Strategy Forum di Chicago, Reagan tirò nuovamente in ballo la minaccia aliena. Cinque giorni più tardi il primo canale della BBC trasmetteva poi una curiosissima sequenza (registrata tre giorni prima): Reagan e la moglie stavano per salire sull’elicottero presidenziale, atterrato sul prato della casa Bianca e che avrebbe dovuto portarli al loro cottage per il fine settimana. Un gruppo compatto di giornalisti affollava come di norma il vialetto ed una telecamera della televisione nazionale stava riprendendo la partenza. Mentre Nancy Reagan saliva la scaletta dell'elicottero, il presidente si girava improvvisamente verso i giornalisti dicendo: "Vado nel mio ranch con Nancy per il week end". Fatti alcuni scalini, si fermava nuovamente, si girava verso i cronisti scuro in volto e diceva: "Se dovesse succedere qualcosa... ebbene... io spero che tutti i popoli della Terra si uniranno... ehm... nel caso di un'invasione aliena!". Poi, mentre i giornalisti restavano allibiti e a bocca aperta, Reagan saliva in fretta gli ultimi scalini e chiudeva la porta dietro di sé. La BBC mandò in onda la dichiarazione nel telegiornale delle 18, gelando milioni di spettatori!

Di seguito, un documento riservato dell'Aviazione belga sull'ondata UFO 1989-90




     

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