IMMIGRAZIONE E LAVORO NERO

Li facevano vivere nei porcili: arrestati "caporali" che sfruttavano migranti

Nel cosentino, la Guardia di Finanza ha arrestato 49 agricoltori che sfruttavano degli stranieri, facendoli lavorare e vivere in condizioni disumane

Francesco Vozza
Li facevano vivere nei porcili: arrestati "caporali" che sfruttavano migranti

Gli agenti della Guardia di Finanza hanno arrestato 49 agricoltori in Calabria, nel cosentino. L'operazione è scattata in seguito alla scoperta di un vero e proprio sistema di "caporalato": infatti, i proprietari delle aziende agricole coinvolte facevano lavorare in nero con orari massacranti degli immigrati e li facevano vivere in condizioni disumane. Alle volte gli stranieri venivano addirittura stipati in dei porcili. Durante il lavoro nei campi, i migranti venivano sottoposti ai controlli costanti dei "caporali", persone incaricate di sfruttare al massimo tutte le energie dei malcapitati lavoratori. Non è la prima volta che le forze dell'ordine si occupano di casi di sfruttamento di stranieri nel settore agricolo: l'immigrazione, infatti, viene sempre più vista da molte aziende come un serbatoio di lavoratori a bassissimo costo. 

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