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Attentati in Thailandia. E non si sa chi li fa. Separatisti islamici?

Un portavoce della polizia ha legato la serie di attentati coordinati alle azioni dei movimenti separatisti che operano generalmente nelle regioni del sud del Paese, a maggioranza musulmana

Alfredo Lissoni
Attentati in Thailandia. E non si sa chi li fa

Per le autorità thailandesi, la serie di esplosioni che ha colpito il Paese da giovedì sera "non è terrorismo, bensì sabotaggio locale". Lo ha dichiarato in un discorso in tv il vice capo della polizia Kritsana Phatthanacharoen, esortando i turisti a fare attenzione e a riportare qualsiasi episodio sospetto. In mancanza di rivendicazioni, il leader della giunta militare Prayuth Chan-ocha ha invece indirettamente puntato il dito contro il campo politico avverso, collegando le esplosioni al referendum di domenica scorsa col quale è stata approvata una controversa Costituzione voluta dalla giunta.


"Chi non vuole che la Thailandia progredisca?", ha dichiarato Prayuth, con un evidente riferimento alla dissidenza legata all'ex premier Thaksin Shinawatra. Anche nel caso dell'attentato contro il santuario a Erawan un anno fa, che causò 20 morti, le autorità di Bangkok cercarono in tutti i modi di evitare la parola "terrorismo" (tutti depressi pure lì ?). Là l'Isis non ha pensato di prendersene il merito. Nel Paese, che quest'anno registrerà oltre 30 milioni di arrivi di stranieri, il settore turistico contribuisce al 10 per cento del Pil.

Nelle due esplosioni a Hua Hin, 150 chilometri a sud di Bangkok, era morta una donna thailandese. Tra i feriti stranieri, oltre ai due italiani, ci sono quattro tedeschi, tre olandesi, e un austriaco. Le altre esplosioni si sono verificate a Surat Thani (circa 600 chilometri a sud di Bangkok), mentre, secondo quanto comunicato dall'unità di crisi della Farnesina, deflagrazioni minori si sono verivicate a Pukhet e Phang-nga. Le autorità locali hanno elevato il livello di allerta per le forze di sicurezza, invitando a evitare assembramenti nei luoghi affollati, cerimonie pubbliche, e limitare gli spostamenti non necessari. Nessun problema per strade, trasporti e aeroporti. Un portavoce della polizia ha legato la serie di attentati coordinati alle azioni dei movimenti separatisti che operano generalmente nelle regioni del sud del Paese, a maggioranza musulmana. "Le bombe, detonate a distanza con un cellulare, sono dello stesso tipo di quelle di solito utilizzate dai ribelli nel sud", ha assicurato. 

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