Invasione programmata

Alfano cambia idea: sì ai clandestini in tutti i comuni, ma senza sganciare un euro

Il governo conferma l'intenzione di distribuire gli immigrati a caso sul territorio nazionale, ma scompare ogni riferimento agli incentivi inizialmente promessi

Redazione
Alfano cambia idea: sì ai clandestini in tutti i comuni, ma senza sganciare un euro

ll ministro dell'interno Angelino Alfano. Foto ANSA

Non c'è niente da fare: a Matteo Renzi piace davvero tanto l'idea di spargere clandestini in ogni comune, in particolare quelli più piccoli, nei quali i sindaci sono già sul piede di guerra. Proprio il pericolo di una rivolta dei primi cittadini, anche quelli di centrosinistra, ha però consigliato al premier di non inserire nel consiglio dei Ministri dell'11 agosto il decreto che doveva ripartire gli immigrati secondo una proporzione prestabilita, e non c'è nemmeno traccia dell'annunciata compensazione economica per incentivare i sindaci all'accoglienza. Per assurdo, per coprire le spese per gli arrivi imposti i comuni avrebbero dovuto tagliare le prestazioni ai residenti: una bomba che avrebbe innescato lo scontro sociale.

Mentre il New York Times ipotizza che l'ondata migratoria durerà per i prossimi 20 anni, l'Italia non sembra più in grado di reggere nemmeno 20 giorni. Il sindaco renziano di Prato e delegato Anci per l'immigrazione, Matteo Biffoni, annuncia "l'imminente entrata in vigore di un sistema, che naturalmente opererà con deleghe ad hoc affidate al Viminale". Spetterà ad Angelino Alfano fissare il tetto massimo di clandestini per Comune. Biffoni non spiega né quante risorse Palazzo Chigi intende stanziare, né come verranno ripartiti i richiedenti asilo. Sembra che per i Comuni che li accoglieranno verrà sbloccato il turnover del personale, così da avere più gente per gestire quest'emergenza in loco.

Alcuni sindaci hanno già negato il consenso ad attivare il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Bisognerà poi vedere come si risolverà la pratica rimpatri, perché tra immigrato economico e rifugiato la sostanza cambia. La ripartizione regionale fa infuriare la Lega Nord che chiede una più equa suddivisione: "Su 144mila potenziali richiedenti asilo oltre 19mila, più del 13% complessivo, sono in Lombardia". Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda, sottolinea che i numeri sono più bassi nelle Regioni governate da uomini del Pd: "In Campania e in Puglia sono poco oltre 10mila, in Emilia Romagna e Toscana sono sui 9700, in Calabria appena 5300, in Friuli 4800, nelle Marche 4400, in Umbria 2600, in Basilicata 2000".

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