terrorismo, Italia sotto scacco

Jihadista: "Morirò martire". Pisa salva per miracolo. Salvini: "E il PD vuole la moschea?"

Kamikaze tunisino pronto a compiere una strage alla Torre pendente. Arrestato mentre era in viaggio, pronto a colpire. Aveva annunciato "l'azione" su Facebook

Fabio Montoli
Jihadista: "Morirò martire". Pisa salva per miracolo. Salvini: "E il PD vuole la moschea?"

Foto d'archivio

Attentato sventato. Uno dei luoghi simbolo del nostro Paese nel mondo, la Torre di Pisa, sotto scacco da parte di un terrorista tunisino, Bilel Chihaoui, 26 anni. Lo straniero era infatti pronto a colpire con un attentato spettacolare la città della torre pendente. Solo grazie al al lavoro attento svolto dagli uomini del Ros e del nucleo investigativo del comando provinciale dei Carabinieri di Pisa, il fanatico tunisino è stato bloccato giovedì, prima di poter realizzare il suo mortale disegno.

Tre sono gli obiettivi che il terrorista aveva in mente di colpire: la piazza dei Miracoli con i suoi monumenti conosciuti in tutto il mondo, tra i quali la torre; l’aeroporto; un importante centro commerciale. Ma gli uomini dell’Intelligence dell’Arma sono arrivati giusti in tempo.

È stato scandagliando la rete e il mondo delle chat, seguite dagli islamici radicalizzati, che è stato individuato il terrorista e seguito in ogni suo movimento, fino a quando, mercoledì, si è mosso da Torino verso Pisa. Poco prima, a mezzanotte e 25 minuti avrebbe scritto la frase "Sarò martire" su un profilo Facebook coperto da uno pseudonimo. Dodici minuti dopo aveva aggiornato l’immagine di copertina con le mani di un uomo che impugna una pistola. Le ricerche del kamikaze, il cui profilo web era già da tempo sotto controllo, sono partite immediatamente e, a quel punto è scattata la trappola tesa dagli investigatori che, nel frattempo, avevano rafforzato le misure di controllo degli obiettivi sensibili con la partecipazione anche delle altre forze dell’ordine, dei militari dell’Operazione Strade Sicure e della Polizia Municipale.  Il nordafricano, già noto agli investigatori pisani come pusher, aveva postato anche un lungo
elenco di terroristi dell'Isis che avevano scelto il martirio compiendo attentati e il suo era l'ultimo nome iscritto nella lista.


Nella serata di giovedì l'uomo è stato rimpatriato. Una scelta peraltro assurda, quella del ministro Alfano: un terrorista pronto a compiere una strage va incarcerato, subito, non rispedito al suo Paese, da dove, quasi certamente, tenterà di ritornare in Europa o addirittura in Italia, ovvero in un Paese sempre più al centro della propaganda Isis.

Che l'Italia sia nel mirino del Califfato è oramai un dato di fatto incontrovertibile, al di là degli annunci trionfalistici di Alfano, che continua a menarla che "è tutto sotto controllo". A conferma di ciò ci sono ad esempio due filmati, uno proveniente da una divisione media libica e l’altro da un sedicente gruppo appartenente allo Stato islamico. In entrambi i filmati compaiono il ministro degli esteri Paolo Gentiloni e il premier Matteo Renzi. In un altro, più recente, proveniente dalla Siria, invece si vede il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’accusa rivolta ai tre leader italiani è di essere crociati, che sostengono il governo di Fayez Serray. E non mancano riferimenti al passato coloniale dell’Italia in Libia.

L'Italia, e Pisa nello specifico, sono dunque nel mirino, questa volta in modo molto serio e preoccupante, del fanatismo religioso islamico. Dopo i fatti di Pisa è stato disposto un potenziamento di tutte le misure di sicurezza e di controllo ai siti sensibili e potenzialmente a rischio, tra i quali appunto piazza del Duomo e la torre, ma l'elemento più preoccupante e sconvolgente è che il terzo obiettivo del terrorista tunisino sarebbe stato un centro commerciale. E questi non si possono controllare tutti. Ed essendo sempre affollatissimi, le conseguenze di un attacco kamikaze sono facilmente intuibili.

Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che su Facebook ha scritto: "Inneggia all'ISIS, fermato un tunisino a PISA. E il PD vuole dare il permesso di costruire una moschea... Ultimi giorni utili, da oggi al 22 agosto, per firmare la richiesta di un REFERENDUM in città: Pisani, tocca a voi! Tivù, radio e giornali nascondo la notizia: fate girare voi le iniziative e la Pagina Facebook del Comitato ‪#‎nomoschea‬".


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