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Canone in bolletta, quando lo Stato è persecutorio

L'incredibile storia di C., presa di mira dall'Urar da quando il balzello (che non deve pagare) è stato infilato nel bollettino Enel

Redazione
Canone in bolletta, quando lo Stato è persecutorio

Invitata ripetutamente, e con un'insistenza che ha dell'incredibile, a pagare il canone Rai, in barba al fatto che la giovane viva con la madre, già titolare di un abbonamento. E che dunque non debba versare alcun obolo allo Stato. Questa è la vicenda di C., che, fra tonnellate di raccomandate e avvisi di pagamento, ci racconta la storia della sua persecuzione. "L’odissea è iniziata con la prima bolletta con il canone incluso (giugno-luglio 2016) dove ho scorporato il canone ed ho pagato solo l’utenza elettrica compilando il bollettino bianco", ci dice.

"Il primo avviso di mancato pagamento arriva il 23 agosto 2016; chiamo l’operatore Enel e mi dice di mandare il fax con il bollettino pagato". Perché si sa, nell'era di Internet, delle mail e della posta certificata i gestori di servizi comunali e statali, chissà perché, usano ancora fax e piccioni viaggiatori. Unici in tutta Italia.

"Il secondo avviso", prosegue C., "arriva il 29 ottobre 2016, con scritto che mi avevano restituito i soldi dato che la banca non aveva bloccato il pagamento e quindi avevo pagato due volte, ma che comunque non avevano accettato il pagamento per chissà quali oscuri motivi. Il terzo avviso arriva l’8 novembre 2016; mi reco ad un Punto Enel con tutta la documentazione e mi dicono che non risulta dal computer l’avvenuto pagamento. L’impiegata manda lei un fax dicendomi che non può fare altro".


"Il quarto avviso arriva il 28 aprile 2017; a questo punto, molto arrabbiata mando altri 4 fogli di fax con tutta la documentazione, scrivendo anche parole di fuoco. Il quinto avviso in risposta al fax mandato da me il 2 maggio, arriva il 18 maggio 2017. Mi si dice che nonostante abbiano constatato il pagamento la bolletta è ancora insoluta (perché manca il pagamento Urar; NdR); vado di nuovo al Punto Enel e mi confermano che a computer risulta l’avvenuto pagamento; mi consigliano di chiamare per la conferma l’Enel. La sera stessa chiamo l’operatore, che mi conferma l’avvenuto pagamento. Per maggiore sicurezza il 23 maggio richiamo l’Enel ed un nuovo operatore (di entrambi ho i nomi e l’ora) mi riconferma l’avvenuto pagamento".


"Il sesto avviso arriva il 3 agosto 2017; chiamo l’operatore e mi dice che non risulta l’avvenuto pagamento, ma vedendo che il 2 maggio avevo spedito un fax mi dice gentilmente che inoltrerà il tutto ad un ufficio ove gestiscono queste pratiche e che probabilmente il fax da me inviato non l’hanno neanche visto. Nel pomeriggio mi chiama un impiegato dicendomi che è stato tutto risolto, che il pagamento è stato fatto e che ha messo la spunta sull’avvenuto pagamento", prosegue C.


"Mi hanno detto di stare tranquilla. Adesso attendo il settimo, inutile sollecito. A quel punto o li manderò affanculo o andrò all’Unione consumatori per denunciare l’Enel....", conclude. Noi ci siamo, curiosi di sapere come andrà a finire quest'italica telenovela...

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