a conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto

"Macché salvataggi, i migranti li prendiamo in Libia". Un volontario vuota il sacco

"I rapporti con gli scafisti sono evidenti. Sono loro a dare la posizione con il telefono satellitare. Quando si trova un gommone sembra quasi un appuntamento..."

Alfredo Lissoni
"Macché salvataggi, i migranti li prendevano a bordo dalla Libia". Un addetto alla sicurezza vuota il sacco

"Diciamo la verità: ho visto pochi migranti in pericolo di vita. Non abbiamo mai salvato qualcuno che stesse morendo in mare". La sconvolgente dichiarazione - che peraltro conferma quanto sostenuto da mesi dalla Lega, da Zuccaro e dai tanti "non buonisti" incazzati - campeggia oggi in prima pagina su Il Giorno, che mette a segno uno scoop intervistando uno degli addetti alla sicurezza di Vos Hestia, nave di Save the Children.


L'uomo, che prevedibilmente ha chiesto l'anonimato e che a bordo della Vos Hestia è rimasto poco più di un mese, dal settembre all'ottobre 2016, ha denunciato la truffa delle Ong all’Aise, il servizio segreto per l’estero. "Diciamoci la verità: pochi sono in pericolo di vita", ha raccontato al cronista de Il Giorno Giorgio Caccamo. "Una volta abbiamo preso un battello con gente in buone condizioni. A dieci minuti dalla costa libica, non in alto mare. Quell’operazione l’ha voluta Save the Children direttamente da Londra, mentre tutti gli altri uffici europei erano contrari".


L'uomo ricorda anche di quando venne improvvisamente sostituita una mediatrice culturale inglese che parlava arabo con un ragazzo italo-eritreo. "Guarda caso... due giorni dopo che si fa? Si becca un barcone di eritrei. E fu il team leader di Save the Children a dare al comandante l’esatta posizione del barcone". Siamo cattivi a pensare che fosse tutto combinato, che questo sia un esempio di scafismo Ong? E proprio circa i rapporti con le altre Ong l'addetto spiega: "Sembrava una gara ad arrivare primi. Per me aveva un atteggiamento strano Iuventa, troppo piccola. Si capiva che faceva da appoggio".


"Una volta eravamo in Libia con altre Ong, ma non si vedevano gommoni. Poi un giorno chiama Iuventa e dice ‘abbiamo 400 persone a bordo’. Ma noi in cinque giorni non avevamo visto nessuno! E poi, se carichi tutte quella gente, mi dici dove stanno i battelli che hanno usato? Allora vuol dire che glieli hanno portati gli scafisti". E proprio sulla collusione con questi ultimi l'uomo - che comunque salva qualche Ong, "che potrebbe essere davvero animata da spirito umanitario" - è tranchant: "Rapporti tra alcune organizzazioni e scafisti? Sono evidenti. Spesso è lo scafista che dà la posizione con il telefono satellitare, non sono certo i migranti. Quando si trova un gommone con decine di persone a bordo sembra quasi che si siano dati appuntamento...". E noi coglioni paghiamo, turlupinati dalla frottola del "salviamo vite"...

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