A scuola senza italiano?

Vergogna accademica: Università tutta in inglese

È il Politecnico di Milano che prova ad abbandonare la lingua madre, a favore dell’inglese

Andrea Lorusso
Vergogna accademica: Università tutta in inglese

Foto milanotoday.it

È servita la pronuncia contraria del Consiglio di Stato per bloccare la conversione avviata nel 2012 dal Politecnico di Milano, per cui solo le lauree triennale sarebbero rimaste in italiano, mentre magistrali e dottorati sarebbero stati esclusivamente tenuti in inglese.

Immediate le barricate dei docenti, che fecero ricorso al TAR, ottenendo parere favorevole. Così stoppata l’iniziativa tout court, si cominciarono a tradurre i singoli corsi, arrivando alla deplorevole situazione attuale, in cui in un Ateneo italiano, in Italia, vi sono 27 corsi in lingua anglosassone e solo 8 in lingua nostrana.

Alla luce di questo, sono i Tribunali ad ordinare un riequilibrio nella sperequazione, a favore della nostra cultura. Nel frattempo che il Ministero prenda posizione, il Politecnico acquista una paginata sul Corriere: “L’ingegneria, l’architettura e il design sono parte del Made in Italy che può e deve competere sui mercati internazionali. Per questo la conoscenza della lingua inglese diventa essenziale e garantisce il diritto al lavoro”.

E chiude la cerchia un po’ amareggiato il Rettore Ferruccio Resta: “La partita della conversione integrale all’inglese ormai è persa, ma noi vogliamo salvaguardare almeno la libertà delle singole facoltà e la situazione attuale, che tanti buoni risultati ha portato negli ultimi anni” E dinanzi alla possibilità che la Magistratura ordini uno sdoppiamento bilingue dei corsi, obietta: “Innanzitutto sarebbe un problema a livello economico, perché si moltiplicherebbero i costi, ma io ne faccio una questione soprattutto culturale: noi vogliamo creare una comunità, e per farlo ci vuole una lingua comune che oggi nel mondo è solo l’inglese. Dobbiamo unire, non dividere”

L’Accademia della Crusca invece, sposa la battaglia tricolore:“L’abolizione sistematica dell’italiano non rientra in una logica didattica, ma in un meccanismo burocratico premiale per ottenere maggiori finanziamenti dal ministero. Se per ingegneria e design può avere anche un senso, lo stesso non si può dire per l’architettura, dove l’80% dei prodotti di ricerca sono ancora in italiano: per leggere le ‘Vite’ del Vasari non si potrà mai rinunciare all’italiano.”

Sono derive pericolose, perché la prima abiura, la prima forza che un popolo ha per autodeterminare e affermare la propria centralità sovrana, è insita nella cultura, negli usi e nei costumi, nelle consuetudini e nelle regole che ogni Paese si dà in base al proprio vivere sociale. Il pensiero unico è deleterio, se poi ci leghiamo mani e piedi appositamente, che prospettive abbiamo?

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Era tutto vero: Macron ci scarica i clandestini
incastrati dalle foto, ora confessano

Era tutto vero: Macron ci scarica i clandestini

Salvini: "I furbetti non possono vivere a spese degli altri"
Solidarietà da parte del Ministro dell'Interno

Salvini: "I furbetti non possono vivere a spese degli altri"

Juncker ce le rompe ancora: "Non favoriremo l'Italia"
"sarebbe inaccettabile per gli altri paesi"

Juncker ce le rompe ancora: "Non favoriremo l'Italia"


MC S.R.L.
sede legale: viale Vittorio Emanuele II, 23 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU