Lotta comune a terrorismo e immigrazione

ESCLUSIVO / Netanyahu loda Salvini: "Grande amico di Israele"

Il premier israeliano ha distrutto in un minuto mesi e mesi di false notizie costantemente diffuse dalla stampa italiana ed europea

Max Ferrari
Netanyahu loda Salvini: "Grande amico di Israele"

“Matteo Salvini è un grande amico di Israele ed è il benvenuto”. Con queste poche parole rilanciate anche sui social ufficiali del governo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha distrutto in un minuto mesi e mesi di false notizie costantemente diffuse dalla stampa italiana ed europea, che raccontava di un presunto non gradimento di Gerusalemme per il nostro vicepremier. Netanyahu però è andato ben oltre il cortese benvenuto e si è intrattenuto con l’ospite italiano per quasi due ore affrontando e andando a fondo di tante questioni vitali per entrambi i paesi.

Immigrazione incontrollata e terrorismo islamico in primis, naturalmente, con la promessa di lavorare in ancor più stretta sinergia (anche con l’ausilio della avanzatissima tecnologia israeliana) nel campo della prevenzione e contrasto di tali fenomeni. Il padrone di casa ha mostrato a Salvini una cartina illustrando come funzionavano i flussi d’immigrazione clandestina dall’Africa verso Israele e spiegando che con la realizzazione di un muro di protezione (contestato e deriso dalla sinistra internazionale) la clandestinità è stata azzerata. Certo occorre lavorare anche sui fenomeni di povertà e minor sviluppo che in taluni casi incentivano i giovani africani a partire e su questo punto il vicepremier italiano si è detto entusiasta di poter avviare, in collaborazione con Gerusalemme, dei progetti volti alla cooperazione e allo sviluppo in un paio di paesi africani da individuare.

Naturalmente, così come allo Yad Vashem (dove il ministro è stato calorosamente accolto dalla comunità italiana) si è parlato della lotta all’antisemitismo e Salvini ha ricordato che oltre a combattere quello originato da estrema sinistra e estrema destra, occorre tener presente che l’antisemitismo odierno in Europa è soprattutto di matrice islamista. Si è parlato quindi della polemica assurda creata dai media italiani sulla definizione di “terroristi” utilizzata dal vicepremier per designare Hezbollah. Netanyahu ridendo amaramente, ben conscio della costante opera disinformazione dei media, ha apprezzato la franchezza di Salvini così come la sua visita al confine settentrionale dove le milizie filo-iraniane scavano tunnel per infiltrare terroristi oltre la frontiera e ha ricordato che fermare il progetto nucleare di Tehran è interesse di tutti, visto che ormai i missili degli ayatollah sono in grado di colpire l’Europa.

Un’Europa impegnata a criticare quei paesi arabi moderati con cui Israele ha già relazioni (vedi l’Egitto) o ne sta formando (Paesi del Golfo) ma cieca e muta di fronte ai pericoli veri. Del grave sbilanciamento della UE sempre pregiudizialmente contro Israele e sempre pro-palestinese o pro-iraniana Salvini ha parlato molto e si è impegnato a portare e supportare la voce e i diritti di Israele negli ambienti ostili di Bruxelles, dell’ONU e dell’UNESCO. Grande importanza è stata data al rapporto economico-commerciale-industriale con Netanyahu che ha calorosamente invitato le aziende italiane a investire in Israele e a creare sinergie tra la start-up nation e la pregiata e apprezzatissima capacita’ italiana di industrializzare le idee. Il nostro vicepremier ha rilanciato l’idea, già accennata ieri, di un grande meeting che coinvolga tutti i ministri dei due governi e la grandi imprese da tenersi nei primi mesi del 2019 in Israele (ne seguiranno altri in Italia) e il premier israeliano ha entusiásticamente accettato.

Tra le cose già sul tavolo Salvini ha ricordato il progetto del gasdotto Israele-Cipro-Grecia-Italia, il cosiddetto EastMed, precisando che aumenterà il grado di indipendenza energetica del nostro paese senza alcuna ricaduta ambientale cosi’ come, d’altra parte, accadrà con il TAP. Prima di partire il vicepremier italiano ha poi avuto un lungo confronto con la ministra della Giustizia di Israele, Ayelet Shaked, con un focus sul contratto a immigrazione e terrorismo, e la identità di vedute è stata totale. Chi ha seguito da vicino la visita di Salvini non ha dubbi: è stato un viaggio storico, i cui frutti positivi si vedranno presto e oltre al successo personale del ministro è stato un viaggio che ha rilanciato in alto l’immagine dell’Italia e del suo fondamentale ruolo nel Mediterraneo e in Medio-Oriente.

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