trattative in alto mare

Fininvest, nessuna proposta da Vivendi. Salvini: "La vendita? Non è uno scandalo"

E intanto a Palazzo di Giustizia si lavora sull'esposto presentato sempre dal Biscione sull'ipotesi di manipolazione del mercato da parte dei francesi. Ascoltato Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione di Vivendi e di Telecom

Redazione
Fininvest, nessuna proposta da Vivendi

Foto ANSA

Vivendi non cambia linea e dalla nuova posizione di forza sarebbe pronta a un accordo, mentre Mediaset e Fininvest stanno studiando con nuovi consulenti come difendersi dalla scalata dei francesi. Fininvest, da parte sua, smentisce e precisa in una nota di non aver ricevuto alcuna proposta e che non esistono né mai sono esistite negoziazioni con Vivendi. In questa situazione di sostanziale stallo, che secondo diverse fonti di mercato durerà ancora almeno fino alla prossima settimana, basta l'ennesima ipotesi di stampa perché la Borsa risponda con acquisti sul titolo del Biscione. Ma per un'intesa, nel vicolo stretto scelto da Vincent Bolloré con entrambi i gruppi a un passo dalla soglia dell'Opa, la strada è ancora lunga.


Le novità potrebbero venire dal Palazzo di Giustizia di Milano, dove per il 21 marzo è fissata la prima udienza sull'enorme causa per danni intentata già in estate da Mediaset e Fininvest contro Vivendi. Ma dove i pubblici ministeri stanno lavorando anche all'esposto presentato sempre dal Biscione sull'ipotesi di manipolazione del mercato da parte dei francesi. Per prima cosa il 'pool' sui reati finanziari ha scelto di ascoltare Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione di Vivendi e di Telecom, mediatore nel contratto di acquisto di Mediaset Premium. L'audizione è durata circa cinque ore - non proprio il tempo per prendersi un caffè - ed è quasi certo che il produttore cinematografico verrà risentito. Ben Ammar è una figura centrale della vicenda: negli anni scorsi molto amico anche di Berlusconi, è lui che trovò con l'avallo di Mediobanca la soluzione di scambio azionario al 3,5% tra Mediaset e Vivendi per 'pagare' Premium.


Poi l'affare è saltato tra molte ripercussioni, con i pm che starebbero preparandosi ad ascoltare come persona informata sui fatti almeno anche lo stesso Bolloré. Al momento nella vicenda non risultano indagati e per quanto riguarda l'amministratore delegato dei francesi, Arnaud de Puyfontaine, o anche i vertici Mediaset, per ora i magistrati guarderebbero soprattutto alle carte delle recenti audizioni in Consob. Quindi Mediaset attende la prima mossa reale di Vivendi, con i francesi che fanno trapelare il quadro della soluzione che da settimane viene delineato: un qualche e ancora non chiaro scambio azionario che faccia entrare in modo consistente la famiglia Berlusconi in Vivendi. Sarebbe lo stesso impianto di meno di un anno fa, quando i promessi sposi sembravano avviarsi verso un'alleanza strategica e vi era sufficiente fiducia reciproca: ora il Biscione sta solo studiando come difendersi, in attesa di proposte concrete.


Sulla vicenda è intervenuto giovedì anche il leader leghista Matteo Salvini. "Non è uno scandalo se i francesi comprano Mediaset. Quei quattrini a Berlusconi potrebbero far comodo. Sono stati scandalosi altri gioielli italiani svenduti. Poste Italiane, piuttosto che Eni, Finmeccanica devono invece rimanere italiane", ha detto Salvini, parlando a "La Zanzara" su Radio 24. "Certo", ha aggiunto, "l'informazione preferirei che rimanesse in mani italiane. Se però l'informazione è quella della Rai preferirei la comprassero i francesi. Facciamo un appello a francesi, inglesi, russi: uno compra Rai1, l'altro Rai2, Rai3, RaiNews…"

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