l'accesso attraverso un buco nella rete

Cara di Mineo, un bordello per clandestini?

Il clamoroso retroscena viene fuori all'interno del processo ai quattro migranti in un primo momento accusati di stupro e in realtà, secondo il Gip, derubati di 700 euro dopo aver consumato un rapporto dietro appuntamento

Fabio Cantarella
Cara di Mineo, un bordello per clandestini?

Foto ANSA

Qualcuno all'interno del Cara di Mineo avrebbe messo in piedi una casa d'appuntamento per migranti provenienti dall'estero che entravano all'interno di quello che, con i suoi 3.700 clandestini, dovrebbe essere un blindatissimo centro di accoglienza tramite un foro praticato nella rete della recinzione. A svelare il retroscena è la testata livesiciliacatania, diretta da Antonio Condorelli, con un articolo a firma di Francesco Scollo. La vicenda prende spunto dall'arresto di quattro migranti con l'accusa di stupro ai danni di una ragazza ospite dello stesso Cara, ma il Gip ritiene invece credibile la versione degli arrestati, difesi dagli avvocati Giacomo Pulvirenti e Annalisa Gugliuzza, secondo cui nessuno stupro sarebbe stato consumato mentre in realtà dopo aver consumato un rapporto sessuale concordato telefonicamente i quattro venivano derubati di 700 euro e minacciati di denuncia per stupro qualora avessero aperto bocca.

Ecco la puntuale ricostruzione dei fatti del collega Francesco Scollo su livesiciliacatania.it: "Fredrik Jonson, sarebbe tornato dall’Austria, per rinnovare i suoi documenti, in quest’occasione, l’uomo dopo aver avvisato alcuni suoi amici dell’imminente arrivo avrebbe chiesto loro, come da sua stessa ammissione, ospitalità e contestualmente, che gli venisse procurato il numero di telefono di una prostituta con cui potersi intrattenere la notte del suo arrivo. Il giovane, già dimesso dal Cara, vi sarebbe rientrato per potervi dormire, grazie all’aiuto degli altri arrestati senza quindi alcun documento e grazie ad uno dei tanti fori della rete perimetrale utilizzati dai non aventi diritto per entrare ed uscire a qualsiasi ora del giorno e della notte e far transitare merci di dubbia provenienza. L’approccio con la donna, sarebbe avvenuto telefonicamente e anche il prezzo di 50 euro sarebbe stato pattuito per telefono concordando la durata del servizio per la totalità della notte".

"Uno degli arrestati avrebbe offerto il suo alloggio come alcova tanto che dalla villetta 1043 si sarebbero allontanati gli ospiti per rispetto all’intimità dell’incontro notturno fra i due.
 Il risveglio per Fredrik Jonson è stato amaro, solo, nudo nel letto di quell’appartamento ma soprattutto spogliato dei suoi averi. Insieme alla giovane da quel giaciglio scompariva anche il suo portafoglio con dentro 700 euro. Scoperto il furto, Jonson e i suoi amici si mettono alla ricerca della donna che si era ritirata nell’alloggio dove vive con la sorella, per farsi restituire il maltolto. 
Trovata la donna il malcapitato riusciva a recuperare 500 euro della somma totale insieme alla promessa che il giorno seguente avrebbe ottenuto anche i rimanenti 200 euro. La condizione pacifica dell’accordo muta bruscamente giorno 16 dicembre quando la stessa donna per mezzo del rappresentante dei nigeriani all’interno del Cara, fa sapere che non avrebbe riconsegnato la restante somma perché non essendo l’uomo ospite del Cara avrebbe trattenuto la somma presumibilmente per garantire il suo silenzio. In questa circostanza fra gli accusati di stupro, il rappresentante dei nigeriani e la presunta vittima sarebbe scoppiata una rissa comprovata da ecchimosi di poco conto sul corpo di tutti i partecipanti alla stessa. La donna, raggiunta da un ceffone decide di denunciare il cliente e i suoi amici per violenza sessuale piuttosto che riconsegnare i 200 euro.
 Per lo stesso Gip “la versione fornita dagli indagati appare convincente” e “appare maggiormente credibile che i fatti vertano tutti intorno ai 700 euro”

.

"Intanto Solomon Obuh, 21 anni, Michael Okowa, 25 anni, Fedricic Johnson, 23 anni, Godswift Chukuma, 25 anni, sono diventati per l’opinione pubblica i mostri del Cara di Mineo. Ad avvalorare la tesi della difesa anche l’esame sulla persona offesa che non ha consentito di individuare segni di lesioni e traumi recenti e i test tossicologici che hanno escluso la presenza di qualsivoglia droga nel corpo della vittima. 
Un accusa infamante per i quattro uomini, colpevoli e non innocenti sino a prova contraria, per i quali è stata chiesta la scarcerazione e che al momento rimangono in carcere per il solo reato di rissa".

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