Per Ivan Bonora condanna a 3 anni e 3 mesi per ricettazione

Bologna: quattro nomadi assolti dal furto legato al suicidio di un farmacista

A casa della farmacista non sono stati ritrovati oggetti trafugati dall'appartamento di via Saragozza, ma altra merce rubata

Redazione
Bologna: quattro nomadi assolti dal furto legato al suicidio di un farmacista

Foto ANSA

Tutti assolti dall'accusa di furto, ma una condanna pesante per ricettazione. E' questa la decisione del giudice del Tribunale di Bologna nei confronti dei quattro nomadi di origine sinti che erano accusati del furto di contanti e gioielli, circa 700mila euro, avvenuto in via Saragozza il 2 marzo del 2015 a casa di un'anziana donna. Il processo si è svolto con la formula del rito abbreviato. L'unico ad essere stato condannato per ricettazione ad una pena di 3 anni e 3 mesi, ma assolto dall'accusa di furto, è Ivan Bonora, per il quale il pm Roberto Ceroni aveva chiesto 6 anni.

L'assoluzione è arrivata invece per la moglie Linda Piva (il pm aveva chiesto 2 anni e 8 mesi) e per Maverik Bonora e Juri Bonora, rispettivamente figlio e fratello di Ivan, che erano accusati di concorso nel furto (il pm aveva chiesto 2 anni). Un anello, molto comune, che solo inizialmente era stato riconosciuto dall'anziana derubata, venne ritrovato a casa di Vera Guidetti, la farmacista 63enne che si tolse la vita l'11 marzo del 2015 iniettandosi insulina, dopo aver ucciso nello stesso modo la madre.

Due giorni prima la donna era stata sentita come testimone dal procuratore aggiunto Valter Giovannini in merito ai suoi rapporti con Ivan Bonora: in un biglietto ritrovato a casa, Guidetti aveva scritto che il magistrato l'aveva trattata "come una criminale". Per questa vicenda Giovannini (che a breve ricoprirà un nuovo incarico in Procura Generale) ha ricevuto dal Csm la sanzione disciplinare della censura, confermata dalla Cassazione lo scorso 18 aprile, per aver 'trascurato' le garanzie difensive a tutela della donna. A casa della farmacista, in realtà, non sono stati ritrovati oggetti trafugati dall'appartamento di via Saragozza, ma altra merce rubata, soprattutto quadri sacri, che la donna disse di aver ricevuto in deposito da Ivan Bonora. 
   

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