Emergenza senza precedenti

Como, invasione di clandestini in stazione. La Lega: follia, siamo al collasso

Dopo la chiusura della frontiera elvetica, il principale scalo ferroviario del capoluogo lariano si è trasformato in un centro profughi a cielo aperto

Redazione
Como: è invasione di clandestini in stazione. La Lega: i cittadini sono stanchi ed esasperati

Clandestini bivaccano nei giardinetti davanti alla stazione. Da Facebook

La Svizzera ha detto basta e ha cominciato a restituirci i clandestini: dall'inizio dell'anno quelli rispediti al di qua della frontiera dalle guardie elvetiche sono circa 3mila. Como è città di confine, e gli immigrati respinti hanno iniziato ad ammassarsi dentro e fuori dalla stazione di San Giovanni, unendosi a coloro che vorrebbero attraversare illegalmente il valico italo elvetico. Il risultato è un caos senza precedenti, nel capoluogo lariano già martoriato dalla vicenda delle paratie: l'afflusso è costante, non ci sono soste e ogni giorno centinaia di persone bivaccano dentro lo scalo o nei vicini giardinetti.

I treni che arrivano dalla Svizzera scaricano alla stazione decine di immigrati, in maggioranza originari dell'Eritrea, della Somalia, del Gambia, della Nigeria e del Sudan. Sono quasi tutti giovani e alcuni raccontano di essere fuggiti dai centri di accoglienza milanesi, intenzionati a raggiungere i paesi del Nord Europa. Alcuni tentano di salire sui treni diretti a Chiasso, ma vengono immancabilmente rimandati indietro. Altri provano a percorrere a piedi la massicciata ferroviaria e alcuni cercano addirittura di oltrepassare la dogana incamminandosi lungo l'autostrada; per tutti, i tentativi si concludono con l'intervento delle guardie di confine.

Domenica 10 luglio erano tra i 50 e i 100 gli africani, tra i quali molti adolescenti, che bivaccavano nei pressi dello scalo ferroviario. Questura e Prefettura conoscono bene la situazione, ma sembra che non ci sia nessun piano per far fronte all'emergenza. I clandestini vengono lasciati liberi di girare tra la banchina e i giardinetti, dove usano le fontanelle come bidet e si accampano a dormire in attesa di tentare nuovamente il passaggio del confine; non pochi si dirigono invece, senza venire controllati né fermati, nel centro della città. La situazione è esplosiva e l'impressione è che nessuno stia gestendo l'emergenza in corso.

Su quanto sta accadendo a Como interviene la Lega Nord, per voce della segretaria cittadina Alessandra Locatelli: "Avevamo previsto che, con il caldo e l'aumento dei controlli alla frontiera con la Svizzera, i flussi in arrivo di clandestini sarebbero aumentati in modo esponenziale. L'Europa, Renzi, Alfano, le prefetture: tutti che non sanno più come fare ma che impongono ai cittadini condizioni forzate di convivenza. Abbiamo città invase da gente che si butta per strada, non fa nulla tutto il giorno e riceve assistenza. Non sappiamo chi siano - denuncia la Locatelli - e, inevitabilmente, in un paese che già non funziona si rischia il tracollo sociale. Li lasciano entrare nel nostro paese e li smistano come animali. Obbligano le regioni ad accoglierne sempre di più ma è chiaro che questo meccanismo non può reggere".

"Governo e prefetture - prosegue la segretaria del Carroccio - pur di portare avanti le loro politiche malate caricano le persone sui carri, le scaricano in piazzali o stazioni e se ne vanno. I cittadini sono stanchi ed esasperati, le città si trasformano in centri d'accoglienza all'aperto come succede in Africa e tutto ciò viene imposto senza calcolare i rischi ai quali andiamo incontro. Ci manca poco ed avremo baraccopoli in ogni parco o giardino. È necessario che il popolo voti! Che prenda in mano il suo destino! Dobbiamo uscire da questa Europa che ci sta sacrificando - conclude -, dobbiamo mandare a casa chi ci governa ed è necessario rimpatriare tutti i clandestini ed evitare che ne partano altri!!"

Rincara la dose Nicola Molteni, deputato leghista comasco: "Per Renzi, Alfano e la sinistra non esiste nessun allarme, nessuna invasione, nessuna emergenza! Mentre gli svizzeri difendono e controllano confini e frontiere, il nostro Governo accoglie senza regole e senza controlli alimentando conflitti, disordine e scontri sociali. E i razzisti per la Presidente della Provincia di Como saremmo noi! Siamo al collasso - scrive Molteni su Facebook -, questo è il biglietto da visita per chi arriva in città. Como rischia di diventare come Ventimiglia, come Calais, come Idomeni, ovvero un grande centro di accoglienza a cielo aperto dove bivaccano senza regole, senza controllo e senza essere identificati decine centinaia di 'falsi profughi'. La Svizzera controlla i confini e respinge alla frontiera. Il nostro governo? Accoglie senza regole aprendo le porte all'invasione. Follia!"

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