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1942: un UFO sul Marocco

Uno dei più interessanti episodi UFO verificatisi all'estero, per di più prima della nascita ufficiale dell'ufologia, è datato 1942, località Ouezzane

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

1942: un UFO sul Marocco

L'importanza di questo episodio risiede proprio nel fatto che in quella data il fenomeno UFO non era ancora conosciuto, almeno ufficialmente, nel mondo; non solo, secondo quanto ha dichiarato l'ufologo francese Gérard Demarcq, che ha scoperto il caso, "in Marocco all'epoca non esisteva alcuna documentazione ufologica".


Ecco i fatti dalle parole del dottor R. Liégeois, il diretto testimone che all'epoca viveva a Hyères: "Avevamo appena condotto a termine una missione, con il dottor Bonjean dell'Istituto di Igiene del Marocco. Era l'agosto del 1942 e, mentre calava la sera, stavamo lasciando la città di Ouezzane, ai piedi del Rif sudoccidentale, nel nord del Paese. Eravamo diretti a Rabat, a 170 km a sud-ovest. La nostra macchina era guidata da un giovane riservista. Il tempo era bello, il cielo senza nubi, la temperatura clemente, la strada libera. Improvvisamente, alle 19.45, la parte di strada sulla nostra destra venne illuminata da una luce; l'autista sterzò immediatamente a destra e si fermò in un angolo. Non so dire se questo arresto fosse provocato o naturale. Tutti e tre pensammo che una vettura enorme e silenziosa volesse sorpassarci, ma non ci sorpassò nulla, e la luce si spense. Io saltai fuori dalla vettura, seguito dagli altri due, ma non vedemmo nulla, salvo la luna che brillava a nord-est. Fu in quell'istante che feci notare ai miei compagni che la luna non era al suo giusto posto, che essa non si doveva essere ancora alzata, perché quelli erano i giorni della luna piena".

"In quel momento l'oggetto che avevamo scambiato per la luna si mosse bruscamente, passando a velocità folle da una parte all'altra dell'orizzonte in due secondi. Sembrava una luna piena deformata, non faceva rumore e non emetteva fumo. Poi, dopo trenta secondi di immobilismo, quell'oggetto brillante disparve bruscamente. E non lo rivedemmo più. Il dottor Bonjean ne parlò la sera stessa ad uno dei suoi amici redattori dell'Eco del Marocco; il quotidiano riferì, il giorno seguente, che noi avevamo assistito alla caduta di un aerolito, il che era inconciliabile con quello che avevamo visto. Ma nessuno, all'epoca, aveva mai parlato di UFO... Non soffrimmo alcun effetto fisiologico, sebbene l'oggetto ad un certo momento si fosse avvicinato a noi, quando aveva illuminato la strada dinanzi alla nostra macchina...".

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