brescia, monta la protesta del carroccio

Scoppia lo scandalo del traffico di rifiuti. Il leghista Rolfi: "Sommersi da 100mila tonnellate"

Due arresti, ventisei indagati. La Lega contro la Giunta PD: "Faccia chiarezza, in gioco c'è la salute dei cittadini, costretti a respirare le ceneri dei rifiuti illegali"

Alfredo Lissoni
discarica

Un giro d'affari da 10 milioni di euro e 26 indagati per lo scandalo dei rifiuti che in queste ore sta coinvolgendo Piemonte, Lombardia e Liguria, dopo che sono stati scoperti ingenti quantitativi di rifiuti speciali provenienti principalmente, ma non esclusivamente, dagli Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti urbani di Giugliano in Campania e Tufino, gestiti dalla società SAPNA (Sistema Ambiente Provincia di Napoli).

Il modus operandi era semplice: gli indagati ritiravano rifiuti speciali e attraverso fittizie operazioni di recupero e trattamento i rifiuti venivano portati a smaltimento, con la complicità di personale interno alle aziende, presso i termoutilizzatori di società operanti nelle province di Pavia, Alessandria e Savona e Brescia.


E proprio a Brescia nel mirino è finito il termoutilizzatore di A2A. I carabinieri del Noe di Milano in queste ore hanno arrestato l'amministratore unico delle aziende di trattamento di rifiuti B&B di Torre Pallavicina (BG) e Bps Srl di Abbadia Lariana (LC). Tra gli indagati spicca anche il sindaco di Vobarno. "Due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e una misura interdittiva, oltre a numerose perquisizioni e sequestro di beni, emesse dal G.I.P. di Brescia a carico di appartenenti a un'organizzazione criminale frutto di una joint venture tra aziende private e pubbliche" che portavano "a smaltimento in Lombardia e Piemonte circa 100.000 tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania", riferiscono gli inquirenti.

E monta la protesta della Lega. "La vicenda del traffico di rifiuti illegali provenienti dalla Campania, al centro delle indagini emerse in queste ore, è inquietante oltre che di una gravità inaudita", protesta il vicecapogruppo della Lega Nord al Pirellone, il bresciano Fabio Rolfi. "Ciò che realmente fa specie", afferma Rolfi, "è che A2A, l'azienda della città, possa essere anche solo sfiorata dall'accusa di traffico di rifiuti. Se le indagini confermassero quanto riportato dalla stampa si rischia di andare ad incrinare pesantemente lo storico rapporto di fiducia fra A2A e la città di Brescia. Si parla infatti di numeri non esigui: 100mila tonnellate di rifiuti campani non trattati in Lombardia, di cui 20mila, accertate al momento, finite nel nostro impianto cittadino".


"Per questo motivo chiederemo che la Loggia (la sede della Giunta bresciana; NdR) istituisca un'apposita commissione d'indagine comunale per far piena luce su quanto accaduto. Pretendiamo di sapere cosa non ha funzionato, quali controlli incrociati vengono eseguiti di prassi e ciò che l'azienda intende fare per impedire che in futuro accadano certe situazioni. Analogo discorso in questo senso vale anche per Arpa, dato che la sicurezza dei bresciani merita la massima attenzione", ha detto Rolfi.


"Vogliamo sia fatta chiarezza in tempi rapidi, anche perché in gioco c'è la salute dei bresciani, che sono stati costretti a respirare le ceneri dei rifiuti illegali; gli stessi cittadini a cui il Comune chiede sacrifici quotidiani con una raccolta differenziata caotica e malfunzionante, che pagano di più e rischiano le multe se dimenticano il bidoncino fuori casa dopo le 9 di sera", chiosa Rolfi. "Se questo è il nuovo corso ecosostenibile di A2A, come orgogliosamente dichiarato da Emilio Del Bono (il sindaco piddino di Brescia; NdR) c'è davvero da rimpiangere il passato".

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