Il coniglio Matteo

Unioni Civili, Renzi non ha il coraggio di chiamarlo matrimonio ma va dritto verso l'adozione gay

La Cirinnà ordina: in tutto l'ordinamento riferimenti alla parola "coniuge" sia affiancata ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso

Alessandro Morelli
Unioni Civili, Renzi non ha il coraggio di chiamarlo matrimonio ma va dritto verso l'adozione gay

Foto ANSA

Le Unioni civili sono legge dello Stato e le adozioni gay sono sempre più vicine. La Camera ha approvato a suon di fiducie il ddl Cirinnà con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti. Per Renzi e tutto il Pd è "una giornata storica" mentre sulle barricate rimangono solo Lega che con Salvini chiede ai sindaci del suo partito di attuare obiezione di coscienza e Fratelli d'Italia: "Mi impegnerò per sostenere il referendum abrogativo" spiega Meloni visto che i grillini si sono astenuti: norma troppo blanda.

Dopo una lettura della legge (che potete trovare qui http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLMESS/965974/index.html) appare chiaro quanto il Pd non abbia avuto il coraggio di chiamare la Cirinnà con il suo vero nome: matrimonio gay. L'unica differenza con le nozze infatti è l'assenza completa nella norma voluta da Pd, Sel, Ndc anche se di fatto quello che è fuori dalla porta rientra dalla finestra è sufficiente leggere la prima parte dell'articolo 20 della legge: "Al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole "coniuge", "coniugi" o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso".

Ora che PD e NCD hanno parificato una coppia etero sposata ad una gay "unita", se la seconda volesse adottare un bimbo? Non sarete tanto omofobi da voler escludere gli arcobaleni dal diritto di avere un figlio. Che i bambini non siano tutti uguali lo scrive nero su bianco il Parlamento: il diritto ad avere un padre e una madre non è per tutti. In fondo dei bimbi chi se ne frega, i piccoli non parlano, non votano, non fanno lobby e l'adozione servita.

La visione precaria della nostra futura società è una delle chiavi cui i firmatari della legge si sono ispirati. L'articolo 45 spiega infatti che: "Nel caso in cui l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parità di condizioni, i conviventi di fatto" una nuova apertura anche per l'assegnazione delle case popolari. Costruite con la finalità di sostenere parti della società come anziani e giovani coppie in procinto di avere una famiglia, un concetto che ci ha permesso la crescita economica e sociale nel periodo del boom ma troglodita per Cirinnà e arcobaleni che oggi ci fanno guardare ad un futuro precario dal punto di vista lavorativo e familiare (come riportato dal Populista http://www.ilpopulista.it/news/7-Maggio-2016/616/Il-Governo---Il-nostro.html).


Ma non solo, perché persino il sito "gay-friendly" Lettera43 denuncia un aspetto preoccupante della norma visto che: "non è applicabile il reato di bigamia. Il nostro codice penale persegue la bigamia (articolo 556), ma anche questo non essendo esplicitamente citato si intende non applicabile alle coppie gay delle unioni civili".

Adozione, bigamia, questo il futuro cui ci destina il Partito Democratico che condisce con gli zuccherini dell'eredità, della comunione dei beni (già previsti con adempimenti notarili) e della reversibilità un futuro tutt'altro che roseo. 

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Salvini e il Sud: la rinascita della buona politica
la lettera di un militante di palermo

Salvini e il Sud: la rinascita della buona politica


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU