l'analisi economica

Derivati di stato: incompetenza, superficialità, sudditanza ideologica

Pubblichiamo la prima parte di uno studio del prof. Pezzani, ordinario di Programmazione e Controllo alla Bocconi di Milano, che spiega in dettaglio perché i derivati sono una fregatura

Fabrizio Pezzani
Derivati di stato: incompetenza, superficialità, sudditanza ideologica

Foto ANSA

La bolla da tempo annunciata dei derivati di stato stipulati dal Tesoro nel 1993 si sta addensando sopra la nostra testa con rumori sinistri ed aspettative di alto rischio per la tenuta complessiva dei già precari conti pubblici. Il tema viene da lontano e solo una colpevole omertà ha permesso di tenere la polvere sotto il tappeto fino a quando non è stato più possibile. Il dato oggi è peggiorato e si avvicina ai 43 miliardi di euro con in più una tassa-interessi annua da 3 miliardi, a cui si aggiungono i derivati sottoscritti dalle pubbliche amministrazioni locali; a questi vanno aggiunti i 2,5 miliardi che il governo Monti, senza renderlo immediatamente noto, ha pagato cash nel gennaio del 2012 a Morgan Stanley, rappresentata dall’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco. Dal 1993 tutti i ministri dell’economia hanno avuto a che fare con incarichi ufficiali con le banche d’affari di Wall Street in un palese conflitto di interessi , come sempre in silenzio assoluto.


È da allora che ci trasciniamo quel segreto di Pulcinella che nessun governo ha voluto vedere per non sporcarsi le mani e quindi le varie finanziarie sono filate via sotto banco, in una sorta di omertà collettiva, come quella dello scorso anno che prevedeva perfino la costituzione di un collaterale di liquidità all’estero a garanzia della controparte bancaria. Eppure l’articolo 54 della Costituzione Italiana dice che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge". I ministri giurano la trasparenza e la rendicontazione ma sembra che oggi siano più disposti a giurare su Topolino o Tex Willer. Parole come onore e disciplina sembrano antichi suoni di parole perse nel vento. Alla luce di quanto sopra può essere legittimo chiedere l’impeachment per un'omissione così grave e distorsiva dei fatti che pregiudica la fiducia nel governo? In altri termini, il Governo, nel tempo, ha giurato il falso?

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