il graffio

Scarcerato Nasiri. Ma le prove non erano inconfutabili?

Arrestato come terrorista perché aveva nel cellulare immagini che istigavano all'odio. Se si è trattato di una solenne cantonata, chi la sconterà adesso?

Alfredo Lissoni
Scarcerato Nasiri. Ma le prove non erano inconfutabili?

Foto ANSA

Ma insomma, Nasiri, il 23enne afghano sospettato di terrorismo, arrestato e poi liberato, è colpevole o innocente? Le foto con un mitra che sembra di plastica, in quello che non è certo un campo di addestramento Isis ma il magazzino di un centro commerciale, sono da prendere in seria considerazione o sono spacconate? E quelle immagini di presunti obiettivi sensibili, sono tali o son solo foto panoramiche? Qualche investigatore sa rispondere?

Sulla clip del presidente degli Stati Uniti Barack Obama con la faccia d'asino si può anche ridere (e sì che il presidente USA è quello che contro il terrorismo islamico ha fatto ben poco, anzi ha chiuso Guantanamo ed ha ritardato il più possibile i bombardamenti nelle zone occupate, qualche volta finendo con il far colpire le postazioni sbagliate, novello Johnny English). Secondo gli inquirenti quelle immagini  simboleggiano l'odio anti-occidentale, come la foto di Nasari con il dito medio alzato verso la fotografia del premio Nobel per laPace Malala (ironia della sorte, su una pubblicità de L'Unità; siamo sicuri che il dito medio fosse per Malala?) o le foto di Marines americani con gli arti mutilati. Il gip l'ha vista diversamente ed ha scarcerato il giovane. Giusto, altrimenti avrebbe dovuto arrestare le centinaia di no global che lo stesso trattamento offensivo lo riservano a Salvini e a buona parte degli esponenti di Centrodestra, o le migliaia di tifosi del calcio per i quali ogni domenica gli striscioni d'insulto e i diti medi alzati sono il pane quotidiano. E del resto, l'intenzione di voler fare del male non significa poi farlo veramente. Tra il dire e il fare...


Quello che semmai stupisce - scusate, forse chi scrive ha una visione delle indagini troppo cinematografica - è che quelle che un giorno prima sembrano prove inconfutabili per procedere ad un arresto, il giorno dopo non lo sono più. Col risultato che il teatrino sarà sempre lo stesso: lo Stato, cioè noi, dovrà risarcire il sospettato per ingiusta detenzione, mentre il ministro Alfano andrà in tv a dire una volta di più che il nostro "è un Paese sicuro" e che sappiamo fare "la prevenzione al terrorismo", ma alla fine resterà il dubbio su chi sia stato menato per il naso: il 23enne afghano o gli italiani?

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