L' incredibile cervello degli insetti

Le api e le loro inaspettate facoltà di astrazione e di logica

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Insetti preziosi ed efficienti per la produzione di miele posseggono anche inaspettate facoltà di astrazione e di logica

Così amate per i doni che ci offrono, e nel contempo a rischio d'estinzione, la famiglia delle Apidae sarebbero in grado di compiere concettualizzazioni complesse, sapendo discernere tra uguaglianza e differenza. Tuttavia su di esse incombe la pericolosità delle nuove tecniche agricole, oggi globalmente diffuse; infatti l'utilizzazione di sostanze chimiche possono avere gravi conseguenze sulle stesse, considerando che alcuni insetticidi hanno delle funzioni deterioranti sui neuroni delle api. A questo proposito il neurobiologo Randolf Menzel ed il saggista Matthias Eckoldt hanno recentemente pubblicato un libro "L'intelligenza delle api; cosa possiamo imparare da loro", in cui sottolineano che il grave problema della moria di questi insetti ha comportato che esse creassero un sistema di allerta precoce contro gli effetti nocivi delle nostre tecnologie.

Le api dunque avrebbero inoltre facoltà mnemoniche eccellenti e costruttive, ed il primo ad accorgersi di queste loro peculiarità è stato Martin Giurfa della Libera Università di Berlino, che addestrando le api ad associare certi stimoli con ricompense in cibo, è riuscito così ad analizzare le loro capacità di decisione. Infatti le api, una volta appreso, che dirigendosi in una direzione segnata da un colore blu avrebbero trovato lo zucchero, ignorando gli altri colori, sottoposte ad altri esperimenti in cui la segnalazione del cibo era stata sostituita con schemi di linee verticali ed orizzontali, sarebbero state dunque in grado ugualmente di reperire la soluzione corretta per giungere alla meta alimentare. Dunque le api avevano dimostrato di aver appreso il concetto di uguaglianza e di essere in grado di applicarlo in altre situazioni.

E' ormai dimostrato che il loro minuscolo cervello pensa, pianifica, crea mappe mentali per orientarsi e muoversi nello spazio, discrimina i colori, e secondo alcune teorie, sarebbe anche capace di contare e di sognare. Ma già alcuni ricercatori inglesi della School of Biological Sciences avrebbero scoperto che le api avrebbero la capacità del "problem solving", e dunque senza alcuna difficoltà saprebbero risolvere anche problemi matematici complessi, come quello denominato "Problema del commesso viaggiatore" ancora più velocemente della stessa macchina artificiale. Questi logici insetti saprebbero discernere quale percorso più breve adottare per riuscire a visitare più campi fioriti, in una sola volta. Le singole api altamente organizzate, sono capaci di apprendimento e soprattutto saprebbero anche trasmettere le informazioni acquisite ed utili per la loro sopravvivenza, a tutta la colonia: ma non solo. Ottime navigatrici del loro ambiente ed esperte mappatrici del loro ecosistema, segnalerebbero tra loro la presenza di piante utili per la produzione di miele.

Indicatori biologici naturali tuttavia sono sempre più minacciate dal CCD (Colony Collapse Disorder) che comprometterebbe molto le loro facoltà organizzative, nonché da una parassita delle stesse chiamato "Varroa Destructor" che attaccherebbe principalmente le api mellifere, attaccandosi al loro corpo, e succhiandone l'emolinfa anche quando si trovano allo stato larvale nelle loro celle. Superfluo sottolineare quale grave danno economico e soprattutto quale emergenza ambientale significa il perdurare di questi fattori avversi. Alacri produttrici di miele, propoli e cera, hanno un compito fondamentale per l'impollinazione. Studi recenti dimostrerebbero che senza questa loro ingegnosa e fervida produttività, nel mondo si incrementerebbe paurosamente la depauperazione delle riserve alimentari, in quanto quasi il 90% delle produzioni di frutta e verdura dipenderebbe da loro.

L'organizzazione Greenpeace ha recentemente promosso una campagna di sensibilizzazione per promuovere pratiche agricole sostenibili, per mettere al bando i pesticidi dannosi e per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di monitorare il loro stato di salute. Talune scuole hanno incentivato nei loro alunni il desiderio di coltivare piccoli orti o giardini dove coltivare alcune piantine ornamentali ed erbe da cucina che possano richiamare le api. E l'ultima meravigliosa scoperta su di esse è stata ottenuta a Melbourne in Australia, presso l'Università di Tecnologia (Rmit), che studiando la visione delle api in ambienti naturali complessi e dettagliati, e la loro capacità decisionale, compilando una sorta di fisiologia comparata, hanno riscontrato delle possibili applicazioni anche per le attività umane. Lo scienziato Adrian Dyer, responsabile della ricerca, ha dichiarato che le api, nonostante il loro minuscolo cervello, sarebbero capaci di discernere tra la luce ultravioletta, blu e verde, per trovare in modo efficiente i fiori desiderati in ambienti complessi.

Questi risultati comporterebbero delle nuove acquisizioni utili allo ulteriore sviluppo dell'intelligenza artificiale; dalle api si apprenderebbe un nuovo modo di elaborare le informazioni visive anche nel campo della robotica, ed offrirebbero la possibilità di creare dei modelli in grado di studiare i cambiamenti climatici e gli impatti ambientali di talune specie di piante. In conclusione le api sono molto di più che semplici e laboriosi insetti, ma la loro esistenza sarebbe strettamente interconnessa e soprattutto necessaria al fertile mantenimento globale ed olistico della flora terrestre.

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