sparatore imparentato con esponenti della cosca Mancuso

Faida di 'Ndrangheta nel Vibonese, due morti e tre feriti

A Limbardi il killer è sceso imbracciando un fucile da caccia ed ha esploso un colpo sull'uscio del locale e un secondo all'interno, ferendo tre persone

Redazione
Faida di 'Ndrangheta nel Vibonese, due morti e tre feriti

Foto ANSA

Due morti e tre persone ferite è il bilancio di due sparatorie avvenute venerdì in due distinte località del vibonese, Limbadi e Nicotera, probabilmente ad opera della stessa persona che viene ricercata dai carabinieri. Una vittima è Michele Valarioti, di 63 anni. L'uomo è stato ucciso a colpi di fucile a Nicotera nei pressi di casa sua. Nello stesso Paese è stata ferita una donna che era per strada e che poi è morta in ospedale. In precedenza, a Limbadi, tre persone, una delle quali imparentata con la vittima, erano state ferite in un bar.


Nel caso di Limbadi, secondo una prima ricostruzione, l'individuo è arrivato a bordo della propria autovettura. Quindi è sceso imbracciando un fucile da caccia ed ha esploso un colpo sull'uscio del locale e un secondo all'interno, ferendo tre persone. Dopo di che si è allontanato, sempre a bordo della propria vettura, dileguandosi. L'uomo avrebbe agito a volto scoperto e avrebbe una trentina d'anni.

Da Limbadi, sempre secondo una prima, frammentaria, ricostruzione, sarebbe andato a Nicotera dove ha sparato a Valarioti e poi ad una donna che abita ad un centinaio di metri dalla vittima.
Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Tropea e del Comando provinciale di Vibo Valentia.


L'autore è stato identificato in Francesco Olivieri, di 32 anni. L'uomo sarebbe imparentato con alcuni esponenti della cosca Mancuso di Limbadi. L'uomo è già noto alle forze dell'ordine. Nel 2015 era stato arrestato mentre stava innaffiando una piantagione di canapa indiana con 500 arbusti. Nel 1997 il fratello, Mario, fu ucciso in un agguato. Il giovane - all'epoca aveva 25 anni - era stato ucciso con alcuni colpi di pistola mentre era in auto.


Mario Olivieri era riuscito a scendere dalla vettura ma era stato raggiunto dai sicari e ucciso. Anche Ignazio Saccomanno, figlio di una delle due vittime, Giuseppina Mollese, era stato ucciso una ventina d'anni fa in un agguato. Gli investigatori sono al lavoro per accertare se tra i delitti di allora e quanto successo oggi vi possa essere un collegamento.

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