Il minimo comune denominatore Lega/M5S: il Lavoro di Cittadinanza

federico rinaldi
Il minimo comune denominatore Lega/M5S: il Lavoro di Cittadinanza

Sia chiaro: un governo Lega/M5S non s'ha da fare e quasi sicuramente non si farà. Questo per una serie di ragioni, paure ed opportunismi reciproci. Le uniche aperture per un governo “sovranista” auspicato oggi anche da Steve Bannon, sono venute da Massimo Colombam:, amico di Gianroberto Casaleggio e assessore alle Partecipate nella Roma di Virginia Raggi: «Spero che si mettano d’accordo e che si formi al più presto un governo, per il bene dell’Italia e dell’economia, che altrimenti va a picco». Salvini si è limitato timidamente a proporre un accordo per la nomina dei presidenti delle camere, mentre l'apertura più esplicita è venuta da parte di Claudio Borghi, che in una intervista a Byoblu del 6 marzo ha dichiarato: ”Si potrebbe in ogni caso fare molto, qualcosa si abbandonerebbe,...ma di punti comuni ce ne sarebbero!” Ma esistono veramente dei punti comuni che possano costituire un programma di governo unitario? Borghi citava appena, a titolo di esempio, l'abolizione del pareggio di bilancio in costituzione, presente nel programma 5S ed “implicitamente” nel programma della Lega e del Centro Destra. Ovviamente costruire un progetto di governo solo sull'accordo per le presidenze del parlamento e sull'abolizione di un articolo della costituzione sarebbe impensabile. Non resta che fare una lettura comparata dei rispettivi programmi elettorali e trovare punti in comune condivisi che siano importanti e che possano giustificare un progetto di governo di una legislatura su “cose da realizzare concretamente”, come direbbe Di Maio. Bene, se vi date il disturbo di fare questa lettura comparata (cosa che probabilmente Di Maio e Salvini non hanno ancora fatto), effettivamente di cose in comune o molto simili ce ne incontrerete più che a sufficienza. Ve ne elenco solo alcune: Fisco: 1. Abolizione di studi di settore e spesometro. 2. Inversione dell’onere della prova e piena ed effettiva partecipazione del contribuente. 3. No Tax Area fino a 7.000 euro e clausola di Salvaguardia per tutti i redditi famigliari fino a 15.000 euro i quali potranno continuare ad essere assoggettati al regime di imposta vigente nel caso il nuovo non fosse migliorativo. (Lega). No Tax Area da 8.000 a 10.000 euro (M5S). 4.Semplificazione fiscale ed amministrativa. (M5S e Lega) 5. Compensazione debiti fiscali con crediti verso la pa (M5S). Compensazione debiti fiscali con emissione dei Minibot a rimborso per i crediti verso la pa (Lega). Pensioni: Superamento della cosiddetta "riforma Fornero" attraverso la messa a regime dei parametri di "quota 41" e "quota 100" per l'accesso alle pensioni (M5S). Reintroduzione delle PENSIONI di ANZIANITA’ (accesso alla pensione con più di 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica) • QUOTA 100 senza penalizzazioni (accesso alla pensione al raggiungimento di quota 100 quale somma di età anagrafica + età contributiva) + QUOTA 41 (accesso alla pensione con solo l’anzianità contributiva) • PENSIONI di VECCHIAIA ante Fornero (Lega). Estero: Ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia e per il rilancio della cooperazione con quello che considera un partner strategico fondamentale. (M5S) APRIRE ALLA RUSSIA RICONFERMANDO L’ALLEANZA PRIVILEGIATA CON GLI USA. La Russia, parte della civiltà occidentale e in prima linea nella difesa di alcuni dei suoi valori, dovrebbe essere percepita quale partner anziché come minaccia, e ricoinvolta in un progetto comune secondo lo spirito del Vertice Nato di Pratica di Mare del 2002. (Lega) Europa: Fare dei passi concreti verso la salvaguardia della propria sovranità, invitando gli Stati del Nord a rivedere quanto prima il Fiscal Compact, a cancellare la regola del 3% e ad introdurre, al contempo, misure che stimolino investimenti e crescita. Avviare un profondo progetto di riforma di quei trattati che negli ultimi anni hanno fortemente danneggiato la nostra economia. (M5S) Ridiscutere tutti i Trattati che pongono vincoli all’esercizio della nostra piena e legittima sovranità, tornando di fatto alla Comunità Economia Europea precedente al Trattato di Maastrich. L’euro è la principale causa del nostro declino economico, una moneta disegnata su misura per Germania e multinazionali e contraria alla necessità dell’Italia e della piccola impresa. Abbiamo sempre cercato partner in Europa per avviare un percorso condiviso di uscita concordata. Continueremo a farlo e, nel frattempo, faremo ogni cosa per essere preparati e in sicurezza in modo da gestire da un punto di forza le nostre autonome richieste per un recupero di sovranità. LA COSTITUZIONE COME GARANZIA DI SOVRANITÀ. La nostra Costituzione definisce chiaramente nei suoi Principi Fondamentali (art. 11) che l’Italia può rinunciare a spazi di sovranità in favore di organizzazioni internazionali che abbiano quale obiettivo il raggiungimento della pace e della giustizia fra le nazioni. La Ue non rientra tra queste organizzazioni. Per questo motivo anche la Corte Costituzionale tedesca, che pure ha una Costituzione che mette dei paletti alla cessione di sovranità, ha chiarito che qualunque norma o Trattato Europeo sia in contrasto con la Costituzione deve essere respinto. INVERTIRE IL MODELLO BASATO SULLA COMPRESSIONE DEI SALARI Il nostro modello di sviluppo parte dal recupero della DOMANDA INTERNA, contrastando l’idea tedesca di cercare la competitività pagando sempre meno i lavoratori, azzerando i diritti con il jobs act, riforme Hartz, o importando milioni di lavoratori disposti ad accontentarsi un salario sempre minore. (Lega). Immigrazione: Realizzare vie legali e sicure di accesso all’Europa. Chiediamo che la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale avvenga ​nelle ambasciate e nei consolati nei Paesi di origine o di transito, o nelle delegazioni dell’Unione europea presso i Paesi terzi. Proponiamo il superamento del regolamento di Dublino perchè il meccanismo di redistribuzione dei migranti deve essere automatico e obbligatorio. Riteniamo che la gestione dei flussi, l’accoglienza, le responsabilità e gli oneri debbano essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri. Il Movimento 5 Stelle si impegnerà, in tutte le sedi preposte, a favorire la stipulazione di accordi bilaterali, sia da parte dell’Italia sia da parte dell’ Unione europea, con i Paesi terzi, in modo da rendere chiare e rapide le procedure di rimpatrio, in condizioni di sicurezza e dignità e nel rispetto dei diritti fondamentali. Sarà promossa anche la misura del Ritorno Volontario Assistito​ (RVA). (M5S) Rifondare e implementare il numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) in non meno di uno per ogni Regione e, contestualmente, prolungare il termine per il trattenimento almeno sino a 6 mesi, al fine di rendere eseguibile l’espulsione; • Prevedere che la circostanza dell’assenza di documenti per i richiedenti asilo comporti il trattenimento presso il CIE ai fini dell’identificazione in osservanza delle direttive comunitarie e chiedere che lo Stato italiano si faccia portavoce in ambito Europeo per estendere la possibilità di trattenimento sino al completamento della procedura di richiesta di asilo. Spingere i paesi di origine a sottoscrivere gli accordi bilaterali per i rimpatri, a fronte di accordi economici; (Denuncia degli accordi internazioni di aiuto per i Paesi non collaborativi). Sulla scorta della recente decisione della Corte di Giustizia UE indirizzare le nuove domande di asilo ad altri Paesi stante il numero eccezionale che determina “il rischio concreto di non poter far fronte alla situazione”. (Lega) Banche: Separazione Banche commerciali/banche d’affari (M5S e Lega). Si potrebbe anche continuare e arriveremmo alla conclusione che sarebbe possibilissimo presentare un corposo programma di governo in congiunto e trovare punti di convergenza senza stravolgere o alterare le rispettive promesse fatte agli elettori. Quello che viene spesso accampato come ostacolo maggiore se non insormontabile ad una alleanza di governo è il Reddito di Cittadinanza dei 5S, sul quale ovviamente i pentastellati non sarebbero disposti a transigere e che la Lega non potrebbe mai accettare per la sua natura “assistenzialista”. Tuttavia se analiziamo nel concreto la proposta dei 5S potremmo trovare un punto di accordo. La soluzione sarebbe nell'evidenziare maggiormente la natura di promozione ed incentivo al lavoro e di congiungerla, ad es., con la necessità delle piccole opere infrastrutturali di cui parla spesso Bagnai e dell'assistenza sociale e famigliare. Si tratterebbe in sostanza di estendere il requisito per accedere al reddito di cittadinanza delle 8 ore settimanali di servizi sociali (progetti comunali utili alla collettività) presente nella proposta dei 5S, con l'iscrizione ad una specie di Servizio Civile non più su basse volontaria o di Leva obbligatoria, ma di vero e proprio lavoro socialmente utile e retribuito. Passare quindi dal Reddito di Cittadinanza al Lavoro di Cittadinanza e dall'opposizione al Governo.

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