GUAI STELLATI

Vola la Lega, atterra il M5S

Il Carroccio plana dall’alto mentre i grillini in affanno sostano nel parcheggio del consenso

Andrea Lorusso
Vola la Lega, atterra il M5S

foto ANSA

L’ultimo sondaggio del lunedì sera sbobinato da Enrico Mentana sul Tg LA7 continua ad attestare una realtà ormai consolidata da mesi, ovvero il trend di crescita della Lega e la genuflessione elettorale del M5S. Per la precisione siamo con un Carroccio al 33,7%, un 5Stelle al 21,8% ed un Partito Democratico che riprende un po’ di spolvero con le primarie e Zingaretti Segretario, al 20,3%.

Troppo, davvero troppo poca la distanza che ormai vi è tra il Movimento del fu Grillo tornato a fare il comico, e il partito della Sinistra italiana tornato timidamente a far parlare di sé. Qualcosa non va, è evidente, anche se Di Maio cerca di serrare i ranghi, di dire che vada tutto bene, mentre Di Battista è dato per disperso, e Casaleggio figlio non ha le doti del padre.

Una bella gatta da pelare, che fa sorridere sornione Silvio Berlusconi, con meno del 9% ma con tutto da guadagnare se il Governo dovesse vivere momenti di forte crisi al punto di cadere. Il problema dei grillini è insito in quel che hanno seminato. Il non avere una identità ha permesso loro di cavalcare qualsiasi cosa in qualunque modo, quand’erano all’opposizione, però arrivati nella sede di Governo e avendo dovuto stipulare un contratto, si sono trovati a dover ingoiare molte riforme magari osteggiate. E là dove non erano contrari, sono stati divorati da chi è stato il volto assoluto, come Salvini sull’Immigrazione.

Un Reddito di Cittadinanza con troppe maglie restrittive, nessuna riforma organica del Mondo del lavoro, nessuna decrescita felice o disegno rivoluzionario, una flebile promessa sulla prescrizione, sui vitalizi, e qualche altra pistola scarica che non scalda i cuori e non incendia il dibattito. Tornare alle urne significherebbe certificare il vento dei sondaggi, perdere metà flotta parlamentare. Proseguire così significa mantenere l'asta dello stillicidio quotidiano, allearsi col PD sconfesserebbe tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi con la Lega, con la coerenza a farsi benedire ed ulteriore tramortimento nelle intenzioni di voto.

Che fare dunque? Se non dovesse avvenire qualcosa per cui si scompigli l’asset odierno, a Di Maio non resta che il gioco delle tre carte. Carta vince, carta perde, e di solito perde sempre.

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