nazione sovrana contro il neocomunismo UE e l'islamismo

Festa dell'Indipendenza: Polonia bastione d'Europa

A Varsavia si vede una gioventù sana, famiglie numerose, prezzi bassi, alta qualità della vita e nessuna “risorsa” afro-musulmana impegnata a bighellonare per le città

Max Ferrari da Varsavia
Festa dell'Indipendenza: Polonia bastione d'Europa

Arrivare in Polonia è come ripiombare indietro di 20 anni, ma in positivo: l'economia funziona, il paese è pulito, si vede una gioventù sana, famiglie numerose, prezzi bassi, alta qualità e nessuna “risorsa” afro-musulmana impegnata a bighellonare per le città. È l'Europa come l'abbiamo sempre conosciuta, è l'Europa dei nostri nonni e dei nostri padri che noi stiamo perdendo a favore dell'Eurabia ed è un'Europa che resiste perchè non ha paura, non ha vergogna ma è orgogliosa di sé.

Basta stare qui un giorno, l'11 novembre, festa dell'Indipendenza per avere l'idea di essere finiti su un altro pianeta, un pianeta ordinato e felice. La nostra giornata inizia con la messa solenne presso la cattedrale di Cracovia dove siamo invitati dagli alleati di Nuova Destra partito nazionalista che a Bruxelles condivide le battaglie identitarie della Lega Nord. In chiesa entriamo, tra due ali di militari di ogni arma, insieme agli amici del Fronte Nazionale francese guidati dal capogruppo Edourad Ferrand e dei romeni di Forza Nazionale di Laurentiu Rebega e ascoltiamo l'omelia del Cardinale Dziwisz, la persona in assoluto più vicina al compianto Giovanni Paolo II che proprio da Cracovia partì nella sua missione di evangelizzazione.

In chiesa ci sono tanti soldati ma anche tante donne in abiti tradizionali, molti scout cattolici e moltissimi bambini. Il Cardinale che ha una figura bonaria non alza mai la voce e non fa alcun proclama bellicoso ma incessantemente ricorda che è dovere di tutti difendere le tradizioni, la cultura, la patria, la religione cristiana e non si scompone minimamente quando i militari in prima fila, secondoun antico rito, sguainano le spade in attesa della benedizione. Ad un italiano fa un certo effetto: da noi gli unici  più o meno autorizzati a portare armi in chiesa sono gli islamisti e e le omelie sono una continua predica in favore del credo musulmano e di un multculturalismo che in verità mira ad una dolce conversione volontaria che precede la sostituzione etnica già pienamente in corso e di cui in Polonia come in tutto l'Est non vi è ancora traccia.

Usciti ritemprati da una vera messa cristiana entriamo in un lungo corteo di popolo che attraversa la città con simboli cattolici e nazionali e arriva al monumento del Milite Ignoto dove, tra gli altri, deporremo una corona e dove ci attende una grande parata militare preceduta dai discorsi degli alti gradi dell'Esercito. E cosa dicono? Musica per le nostre orecchie ormai assordate da imbecillità di ogni tipo. Qui la musica cambia e si mette bene in chiaro che la Polonia appartiene ai polacchi e che le Forze Armate hanno il dovere di difendere l'integrità dei confini. Per noi ormai abituati a vedere la nostra Marina  costretta dal governo a trainare in Italia barche di ogni tipo da ogni zona del Mediterraneo è una sorta di rivoluzione culturale. Le parole e concetti di “tradizione”, “patria”, cultura nazionale”, difesa dei confini”  e “anticomunismo” vengono ripetuti più e più volte e condivisi da tutti come una cosa ovvia, mentre da noi sono ormai passabili di condanna per razzismo, xenofobia, incitamento all'odio razziale etc.

Il risultato si vede: qui c'è una gioventù forte, con radici salde e una economia (fuori dall'Euro) che tira al massimo, mentre l'italietta schiva del politicamente corretto, dell'autocensura e vassalla di Bruxelles e della “religione della moneta unica” è una nazione fallita non solo economicamente ma anche demograficamente e culturalmente.

La sera scende sulla Polonia con le immagini di oltre 50.000 giovani che a Varsavia manifestano contro l'islamizzazione dell'Europa e giustamente rivendicano l'immagine della “Polonia bastione d'Europa” così come storicamente fu grazie al re-guerriero Jan Sobieski III che rispondendo ad un disperato appello del Papa accettò di guidare la Lega Santa che, dopo l'infervorata predica di Padre Marco d'Aviano, lanciò i suoi cavalieri sotto le mura di Vienna assediata dai turchi e liberò la città e l'Europa dall'aggressore musulmano.


Una storia che si ripete e che, non a caso, nel 300simo anniversario della battaglia, fu ricordata con grande enfasi e fierezza da Giovanni Paolo II. E proprio in quella che fu la sua cattedrale a Cracovia  ieri sera hanno voluto chiudere la giornata con una messa la Premier Beata Szydlo e Jaroslaw Kaczynsky entrambi espressione di “Legge e Giustizia” il partito cattolico di destra sociale che con mano sicura governa il Paese con un esecutivo monocolore e, con leggi ad hoc, sta cancellando ogni traccia del diabolico comunismo che aveva catapultato un paese esemplare della Mittel-Europa in una situazione di annichilimento totale. Fuori ci sono tanti giovani con le bandiere bianche e  rosse che garriscono al vento e danno la precisa idea di un paese che ha un futuro assicurato. Forse è per questo che migliaia di francesi e altri europei esasperati hanno scelto di trasferirsi qui. Lunga vita alla Polonia libera!


La delegazione europea a Varsavia: il nostro Max Ferrari (a sinistra) con il romeno Rebega e il francese Ferrand davanti al monumento ai caduti


LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Papa Francesco: "Sì allo Ius Soli". Salvini: "Lo applichi in Vaticano, se vuole"
"A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare"

Papa Francesco: "Sì allo Ius Soli". Salvini: "Lo applichi in Vaticano, se vuole"


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU