Inchiesta della 'Westdeutsche Allgemeine Zeitung'

Ecco la Germania della Merkel: intere città in mano alle bande di immigrati

A Essen i cittadini non escono di casa e la stazione è un suk africano. Il sindaco: "Non posso garantire la sicurezza". La Polizia: "La situazione è drammatica"

Redazione
Ecco la Germania della Merkel: intere città sono in mano alle bande di immigrati

Poliziotti alla stazione di Essen

Cresce nei cittadini tedeschi la preoccupazione per l'impennata degli episodi criminosi commessi da immigrati, e non si tratta solo di una percezione ma di una realtà confermata dai dati ufficiali come riportato giovedì dall'autorevole quotidiano Westdeutsche Allgemeine Zeitung che ha effettuato una scrupolosa analisi del fenomeno dopo che il sindaco di Essen, città della Renania Settentrionale-Vestfalia di quai 600mila abitanti, ha pubblicamente espresso la propria preoccupazione per l'impossibilità di garantire sicurezza nel territorio da lui amministrato, a causa della presenza sempre più massiccia di stranieri che non rispettano le leggi: come rilevato nel corso di numerose interviste, la popolazione afferma di non avere più il coraggio di uscire dalle proprie abitazioni né tanto meno di recarsi in una stazione ormai simile ad un suk africano per prendere il treno.

Pochi giorni fa, la Polizia federale ha annunciato che la criminalità quotidiana nello scalo ferroviario è aumentata drammaticamente e gli arresti effettuati testimoniano una violenza crescente. La polizia ha inoltre fornito informazioni sull'origine degli autori: nove su dieci degli arrestati provengono dal Maghreb. Circa 200 giovani si erano radunati nel piazzale della stazione lanciando petardi e alla fine, la polizia ha dovuto bloccare la stazione. Fermi e arresti di immigrati nordafricani per reati di droga si sono moltiplicati anche alla stazione centrale di Francoforte, secondo quanto riportato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Secondo la polizia di Francoforte l'esplosione dello spaccio di droga si è verificato in concomitanza con l'afflusso incontrollato di clandestini nel 2015, in gran parte provenienti dal Maghreb.

L'argomento dei ricongiungimenti familiari degli immigrati è oggetto di discussione anche nella futura coalizione di governo: i Verdi vorrebbero fosse possibile, mentre la Csu (i cristiano sociali) sono contrari e vorrebbero limitare l'ingresso annuo a 200 mila persone. In ogni caso il prossimo sarà costretto ad affrontare l'emergenza e a disporre il rimpatrio forzato: l'alternativa è l'aumento della tensione sociale oltre la soglia di contenimento e il rafforzamento di partiti contrari all'invasione come AfD, Alternativa per la Germania alleato europeo della Lega di Salvini.

Attualmente sono almeno 220mila le persone che dovrebbero lasciare il Paese perché non hanno il permesso di soggiorno, ma su 160mila di loro le autorità hanno dimostrato estrema tolleranza, applicando alla lettera le parole della cancelliera Merkel sulle porte aperte e l'accoglienza. Molti di loro non hanno documenti semplicemente perché li gettano via per non essere identificati. L'atteggiamento delle autorità, conclude il quotidiano, viene interpretato dai clandestini come un chiaro segnale di debolezza e se a questo si aggiunge la certezza dell'impunità, ecco che la frittata è fatta.

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