e l'avvistamento del vigile

Quando gli alieni si schiantarono in Liguria

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Quando gli alieni si schiantarono in Liguria

Primavera del 1978. Era un pomeriggio di primavera e, ci racconta Massimo Ferrante del centro ufologico 'Odissea 2001', "un operaio stava percorrendo in auto la Statale 135 che da Genova conduce a Novi Ligure, passando per Busalla. Una strada che si snoda tortuosa tra i contrafforti alpini superando il Passo dei Giovi. Erano passate da poco le 17.00 e l'uomo che, stava rincasando dal lavoro, procedeva con andatura tranquilla giù per i tornanti della rotabile. Giunto in località Bastia, in un punto dove la strada s'insinua in mezzo ad un bosco, la sua attenzione fu attirata da qualcosa che si muoveva nel sottobosco. Guardando con più attenzione, l'uomo intravide due strane figure che sembravano nascondersi, accovacciate. In quel momento, improvvisamente, il motore dell'auto si bloccò. Spaventato, l'uomo cercò freneticamente di rimetterla in moto, sentendosi in pericolo. Dopo pochi minuti, l'auto ripartì, con gran sollievo del il testimone, che poté allontanarsi velocemente".



Ma non era finita là. "In quei giorni", prosegue Ferrante, "Bruno Barbieri, vigile urbano di Busalla, aveva notato dalla finestra della sua abitazione, che guarda verso Bastia, la presenza di una luce fissa di color azzurro che occhieggiava in distanza del bosco. La cosa lo incuriosì molto, dato che sapeva benissimo che nella zona non c'erano assolutamente fonti luminose. Recatosi sul posto, il vigile si inoltrava nel bosco dove, con notevole sorpresa, scopriva una gran devastazione. Devo premettere che in quella parte del bosco passava una linea di corrente ad alta tensione, collegata ad una cabina poco distante. I pali di sostegno si inoltravano nel fitto della vegetazione e attraversavano il bosco, sino alla strada. Barbieri si trovò improvvisamente dinanzi un'ampia zona distrutta come dalla caduta di un aereo. I pali della luce erano stati tranciati o scalfiti. Uno era stato spezzato alla base e penzolava, sostenuto dai fili dell'alta tensione. Gli isolatori di un altro palo, abbattuto del tutto, dondolavano a mezz'aria. Sembrava proprio che qualcosa venuto dall'alto fosse passato a bassissima quota, sugli alberi, travolgendo ogni cosa.

A quel punto Barbieri, tornato in paese, informava un nostro collega, l'ufologo Vittorio Crosa di Busalla, e assieme a questi tornava sul posto per fare delle foto. Ricordo che inizialmente Crosa, vista quella devastazione, pensò alla caduta di un meteorite, ma poi, visto che non c'era frammenti o crateri o altri reperti, e venendo a sapere in seguito dell'avvistamento delle strane creature nella stessa zona, dovette concludere che a Bastia si era verificato un evento UFO".

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