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Alieni, il festival dell'assurdo

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Alieni, il festival dell'assurdo

La spiegazione extraterrestre dei fenomeni UFO è motivata dal fatto che nei resoconti testimoniali ricorrono spesso strane presenze umanoidi (oltre 300 i casi nella sola Italia; i primi casi, detti di IR-3 o "Incontri ravvicinati del terzo tipo", risalgono al 1947, con un aumento vertiginoso a partire dal 1954); nei confronti di questi racconti i seri ricercatori restarono a lungo scettici. Nonostante la sincerità dei testimoni, lasciava interdetta la considerazione che queste creature, anziché stabilire un contatto intelligente come ci si sarebbe aspettato, ci snobbavano quando addirittura non ci aggredivano o per contro fuggivano a rotta di collo; il culmine fu raggiunto quando, in molti episodi, gli E.T. dimostrarono un comportamento che di intelligente aveva ben poco (in un caso un alieno fu visto camminare sul muro in orizzontale, come in un fumetto). Il matematico francese Aimé Michel definì questi incontri un festival dell’assurdo, ed altri ricercatori cominciarono a considerare il fatto che forse gli alieni non erano creature in carne ed ossa, ma semplici robot.

A detta dell'ormai scomparso gruppo francese Ouranos, "in media un atterraggio ogni quattro gli occupanti UFO si fanno vedere"; talvolta, producendo dolorosi effetti fisici (IR-2), spesso dovuti all'azione di fasci di luce sprigionati da strane armi a forma di tubo o di sfera, usate dagli E.T. contro terrestri troppo curiosi. Di tali armi si parla già nella letteratura ufologica dei primordi. Nel primo contatto alieno "ufficiale", l'incontro a Raveo del pittore Johannis Rapuzzi il 14 agosto 1947 con due nanerottoli, il terrestre venne paralizzato da un fascio sprigionatosi dalla cintura di uno dei piccolotti incontrati nel bosco.

"Negli incontri di secondo tipo, gli IR-2, si notano effetti puramente fisiologici (ustioni, dolori, malesseri diffusi, irritazioni), psicologici (nevrosi, incubi, insonnia) e/o psicosomatici (disturbi digestivi, visivi, auditivi, sessuali)", ha dichiarato l'ufologo francese Pierre Delval, autore di un'analisi su 100 casi di UFO atterrati, comprendenti in minima parte anche il contatto con gli umanoidi. Delval ha notato che gli "effetti fisici" (EF) erano riscontrabili in 13 IR-3 e in 20 IR-2. Gli IR-3 complessivi erano 20. In 19 casi tali effetti erano prodotti dal raggio luminoso. Nel caso di Marius Dewilde, che il 10 settembre 1954 a Quarouble in Francia, si imbatté in due alieni, il teste si ritrovò con gli occhi chiusi, per una momentanea paralisi dei muscoli orbitali.

Al contrario, nell'esperienza del sig. Manselon (che incontrò gli extraterrestri il 14 marzo 1969 a Malataverne, Francia), il teste notò che l'unica cosa che riuscisse a muovere erano solo gli occhi. In taluni casi il teste ha cercato invano di urlare. Questa sorta di paralisi della gola l’ho constatata anche in alcuni casi da me inchiestati. La signora Giuliana Sipala mi ha raccontato di essere stata svegliata, una notte dell'estate del 1989, "da un fascio di luce blu, forte, che entrava dalla finestra". Solo che di fronte alla casa vi era solo un giardino e l’abitazione della signora era al quarto piano. Fuori, non poteva trovarsi nessuno, a meno che volasse. E difatti, alzatasi, la donna andò alla finestra e fece per tirare su la tapparella; in quel mentre sentì una scossa molto intensa, che la fece tremare e le bloccò il braccio sulla corda (corda che, come è noto, non conduce elettricità); voltatasi per chiedere aiuto al marito dormiente, la donna non riuscì a profferire verbo. Con notevole sforzo, allora, sollevò di poco la tapparella, scorgendo un "oggetto di 3-4 metri di diametro, color canna di fucile, sospeso in volo davanti alla finestra". Aveva una base rotonda bombata e una cupola. Tra la cupola e la base c'era una scanalatura di 30 cm. Vedevo uscire come dei fili colorati, dei raggi fosforescenti bianchi e colorati. Erano tanti, come fili sottilissimi...", mi ha raccontato.

Poco dopo l'oggetto si sollevò, scomparendo sopra i tetti delle case, in direzione della città di Rho (MI). Solo in quel momento la donna avrebbe recuperato la propria abilità motoria. Quest'episodio ne rammenta uno analogo, accaduto il 21 novembre 1973 ad una casalinga canadese di Joliette che, alzatasi una notte, scorse una figura di aspetto umano, ma senza naso e bocca e alta solo un metro e venti, fuori dalla finestra. La donna provò un'insolita sensazione di grande bellezza; e rimase paralizzata per 15 secondi.

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