FUGA DAGLI AZZURRI

Berlusconi espelle i sostenitori di Salvini

Appena due ore dopo la kermesse in cui Forza Italia presentava l’ala d’appoggio a Matteo Salvini, per Spizzirri arriva la sospensione dal partito

Andrea Lorusso
Berlusconi espelle i sostenitori di Salvini

Foto larampa.it

Forza Italia è all’opposizione, basterebbe ascoltare Renato Brunetta per capirlo, nelle sue legnose intemerate contro l’Esecutivo. Ma tra gli azzurri i mal di pancia sono tanti, e senza una chiara strategia il partito del Cavaliere naviga a vista, tra i successi legastellati ed i tracolli di consenso.

È Giovanni Toti, prima plenipotenziario nelle grazie di Berlusconi, e adesso agitatore del de profundis con tanto di rammarico: “Resto in Forza Italia? Se c’è ancora, se me la trovate.” Laconico, al vetriolo, il Governatore ligure non passa giorno che non spari bordate:

“Io continuo a ripetere cose che dico da tempo: credo che il centrodestra si debba rigenerare e ristrutturare. Dal '94 sono cambiati i partiti e sono cambiate le esigenze della società. Prendersela con me è come prendersela con il bimbo che dice ‘il re è nudo’.” Gli altri dirigenti alzano una levata di scudi, ed un sorriso sornione viene a chi spera di democraticizzare le decisioni in un partito storicamente a modello aziendale.

L’ultima diaspora in Zona Cesarini riguarda il coordinatore calabrese Pietro Spizzirri, autore della corrente interna dal nome “Forza Salvini” con tanto di omologa del simbolo tradizionale del Cav. - subito dopo però arriva la sospensione dal partito per mano del responsabile organizzazione Gregorio Fontana - a cui Spizzirri replica: "Noi vogliamo restare in FI , ma il partito deve sostenere Salvini come leader del centrodestra, come ammesso dallo stesso Berlusconi che, prima del 4 marzo, disse che il leader sarebbe stato quello con un voto in più."

L’ex Popolo della Libertà è lacerato come non mai, con una guerra intestina che divora se stessa ed una ridda di dirigenti che si parlucchiano da sopra, senza nessuna base, direzione e prospettiva. Per Spizzirri si va verso l’espulsione, ma chiudere le stalle quando i buoi sono scappati ha davvero poco senso.

L’elettorato di centrodestra in monoblocco ha scelto come leader naturale Matteo Salvini, poco importano i movimenti di partenza, di orgine e di arrivo, il catalizzatore unico ed indiscusso oggi è al Viminale. Non accettarlo significa andare contro il desiderio del popolo, ovvero l’anti-politica per eccellenza.

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