Renzi accolto "calorosamente"

Il premier chiude la Festa nazionale dell'Unità a Catania tra le contestazioni

In almeno cinquecento hanno manifestato al di fuori della Villa Bellini accomunati dallo slogan "CacciamoRenzi". Due fermati tra i manifestanti

Fabio Cantarella
Il premier chiude la Festa nazionale dell'Unità a Catania tra le contestazioni

Accoglienza "calorosa" per Matteo Renzi a Catania. Il premier ha chiuso la festa nazionale dell'Unità nella città dell'Elefante, guidata da Enzo Bianco, navigato sindaco, oggi nel Partito democratico. I catanesi, peraltro già indispettiti per l'inaspettato rinvio della partita Catania-Fondi di Lega Pro, proprio a causa della visita di Renzi, hanno riservato un'accoglienza per nulla distaccata al leader del Pd, con ombrelli e ciabatte in mano.

In almeno cinquecento hanno sfilato in corteo per protestare contro le politiche del Governo nazionale con uno slogan che non lascia spazio ad equivoci: "CacciamoRenzi". Tra i manifestanti aderenti ad associazioni di varia estrazione, Cobas, sindacati delle scuole, esponenti dei movimenti No-Tav e No-Muos.


Davanti alla Villa Bellini si sono registrati degli scontri con le forze dell'ordine subito dopo che Matteo Renzi ha finito di parlare: alcuni hanno tentato di forzare il blocco lanciando bottiglie e pietre. Due persone sono state fermate bloccate dalla polizia. C'è da dire che il giorno prima, nel corso di una conferenza stampa, il centrodestra catanese ha pubblicamente denunciato il diniego a manifestare contro Renzi ricevuto da parte delle autorità preposte, anticipando che "per protesta verso lo scarso senso di democrazia" non avrebbe preso parte alle manifestazioni in piazza. La contestazione, quindi, si è sviluppata tutta a sinistra.

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