Catania, tra scontri e proteste

Renzi alla Lega: "Via le magliette della polizia!". Salvini: "Io sto con chi ci difende, sempre"

Crescita zero e Italia invasa da immigrati, ma la priorità per il premier è la legge elettorale. Oltre che ammiccare ai Cinquestelle e agitare lo spauracchio dei "populisti"

Andrea Lorusso
Catania, Renzi alla Lega: "Via le magliette della polizia!".  Salvini: "Io sto con chi ci difende, sempre"

Alla Festa dell’Unità organizzata dal PD a Catania non sono mancate tensioni e scontri con la polizia. Un lungo intervento, quello del Presidente del Consiglio, che prima di affrontare il palco ha parlato con i parlamentari siculi del suo partito, per rincuorarsi che la mafia è estinta e che la Sicilia è una bella terra. Infatti, annuncia, che il G7 del 2017 si terrà proprio qui.

Ne ha un po’ per tutti Renzi, non gli vanno giù i nemici interni e nemmeno quelli esterni. Se la prende con D’Alema: “Leader del passato che vogliono fregarci il futuro”, con la minoranza Dem: “Il Pd non è un insieme di correnti che dalla mattina alla sera sui giornali sparano alzo zero contro gli altri seminando il panico tra i nostri militanti. Noi non ci faremo trascinare nella guerra del fango al nostro interno da chi pensa che sia opportuno litigare tra di noi, dimenticando che fuori di qui non ci sono le magnifiche sorti progressive, ma destra e populismi. E se non ce ne rendiamo conto tradiamo il nostro passato e il nostro futuro". E critica espressamente la Lega: "C'è chi strumentalizza il lavoro dei servitori dello Stato, chi si permette di andare in giro con le magliette immaginando di rappresentare lui la polizia ma per sette anni hanno bloccato il contratto di quelle persone e noi lo abbiamo sbloccato e abbiamo riconosciuto con gli ottanta euro che sono servitori dello Stato, non di un partito. Tenetevi le vostre camicie verdi e lasciate le magliette della polizia a chi è degno di portarle".


Poi una bordata ai 5stelle: "Non attacchiamo Virginia Raggi: Rispettiamo il voto dei cittadini di Roma, facciamo vedere che siamo diversi da chi pensa che la politica sia guerra nel fango. Prima del Pd c'è l'Italia". Insomma, un grande discorso contro i rancori tenendo il fucile puntato verso gli avversari, ma al di là dell’esercizio retorico il cannolo siciliano ce lo prepara sulla riforma Costituzionale. Farcito con gli ingredienti della mediazione interna alle correnti del Partito Democratico, per ottenerne supporto: "Ci hanno detto che il problema del referendum era la legge elettorale: Abbiamo detto che siamo pronti a discuterne. C'è bisogno però che gli altri facciano proposte, noi facciamo le nostre. Disponibilità totale a discutere di legge elettorale."

Invero, gli è stato anche detto che con una maggioranza incostituzionale sta cambiando la Costituzione, che con i transfughi di Forza Italia sta modificando il dettato Costituente, che Angelino Alfano non è il miglior alleato di una sinistra riformista, che chiude la porta all’Anci, ai partigiani, alle minoranze. Gli è stato detto che in questa Riforma manca il coraggio, che non si può procedere con un monocameralismo zoppo che di tanto in tanto dimentica d’essere invalido e richiede la seconda gamba (il Senato) per zoppicare meno, che è meglio una non riforma che una brutta riforma, che manca il vincolo di mandato. Tanto per citare alcuni esempi.

Ma Renzi tira dritto per la sua strada, ascolta solo ciò che vuole, presenta qualche slide, e chiude: "Aver fatto la festa in Sicilia è molto più di un fatto organizzativo, significa condividere la passione e gli ideali che vi caratterizzano e che vogliamo indicare a tutta l'Italia." E allora ‘o cannuolo divenga Nazionale, in una crisi economica amara, il Governo porta la crema.

Non a caso il giorno dopo il leader leghista Matteo Salvini ha stigmatizzato a Mattino5 il fatto che il Premier sia andato in Sicilia a parlare di legge elettorale anziché di temi concreti. Salvini, riferendosi agli scontri in Sicilia, Polizia, ha avuto parole di condanna verso quei "ragazzotti" che vanno in piazza a far casino (leggi centri sociali), che "altrove verrebbero messi in galera". E sulla questione delle magliette ha commentato su Facebook: "Renzi, ormai al delirio visto che i No al referendum sono al 54%, alla Festa dell'Unità di Catania ha attaccato me e tutti i leghisti: 'Non siete degni di indossare le maglie della POLIZIA, levatevele'. Disse quello che finanzia l'invasione e approva leggi che aiutano i ladri... Buffone. Io sto con chi ci difende, sempre".

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