Aizzati dai centri sociali

Milano, presunti profughi non vogliono andarsene dalla caserma Montello

Con una lettera strappalacrime, vergata sotto dettatura dei comitati di sinistra, i 350 ospiti della struttura si oppongono al trasferimento previsto per fine dicembre. Lo stabile dovrà essere adibito a stazione di Polizia

Redazione
Milano, presunti profughi non vogliono andarsene dalla caserma Montello

Foto ANSA - Salvini dalla parte dei residenti

A Milano c’è da sistemare un grande stabile da adibire a caserma della Polizia. Ma dentro ci sono ben 350 presunti profughi che non hanno alcuna intenzione di andarsene. Del resto qualche lungimirante rappresentante dello Stato aveva pensato bene di trasformare la caserma Montello in un enorme centro di accoglienza, nonostante le chiacchiere su quanto sia inopportuno concentrare centinaia di immigrati in un’unica struttura. La solita cialtroneria di chi predica bene o quasi ma razzola malissimo. Un caso esemplare di malagestione contestato a più riprese dai residenti, i quali si sono dovuto confrontare con centri sociali e il comitato “Zona 8 solidale”. Quest’ultimo organizzò addirittura una festa di benvenuto ai “fratelli rifugiati”, poco importa poi che i rifugiati riconosciuti come tali saranno la netta minoranza, come dicono le statistiche del ministero degli Interni.

Ebbene, entro il 31 dicembre gli ospiti dovrebbero fare le valigie. Ma non hanno alcuna intenzione di farlo. E così hanno vergato una lettera strappalacrime sotto probabile dettatura dei comitati di sinistra, intitolata “non siamo pacchi postali”. Ovviamente non possono che tirare in ballo il fantasma del razzismo, feticcio da agitare in tutte le occasioni per aizzare odio. Non vogliono “subire decisioni calate dall’alto”, scrivono, lamentando una “profonda mancanza di rispetto sia nei nostri confronti, perché come sempre veniamo relegati nel ruolo di capi di bestiame, sia in quelli di tutti quei cittadini che si sono fatti in quattro per fare la differenza in un Paese che sprofonda nella paura e nel razzismo”.

La Prefettura non dice dove saranno trasferiti, ma è facile immaginare che ricominceranno le pressioni istituzionali sui 50 sindaci ribelli dell’hinterland, quelli che si sono rifiutati di firmare il cosiddetto protocollo sull’accoglienza proposto insistentemente dal prefetto. Si tratta di amministratori che vogliono accollarsi presunti profughi, mettendo a rischio sicurezza e quieto vivere della propria comunità. “Il quartiere da quando ci sono i richiedenti asilo è più insicuro. Ma ora l’aria tornerà a cambiare”, spiega al quotidiano Libero, Achille Canevari del comitato “Giù le mani dalla Montello”. “Gli accordi sono chiari e vanno rispettati. Finora siamo stati gentili ed educati, e continueremo ad esserlo, ma ora basta prese in giro. Persino a sinistra hanno capito che il numero dei migranti in città è troppo alto”.

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