soldi e tempo da buttare

Blitz antidoping a baby ciclisti. Governo ridicolo e assurdo

Scompiglio tra i giovanissimi atleti e sconcerto tra genitori e organizzatori. Esaminati i primi quattro della classifica finale. Il controllo ordinato dal Ministero della Salute

Redazione
Blitz antidoping a baby ciclisti. Governo ridicolo e assurdo

Foto ANSA

Quando si dice "buttare tempo e denaro" si intende proprio questo. Il penoso e imbarazzante blitz ordinato direttamente dal Ministero della Salute, ai baby ciclisti, a Tredate, in provincia di Varese, dopo una corsa ciclistica della categoria "giovanissimi", è stato nel vero senso della parola, "vergognoso".

I controlli antidoping nel mondo del ciclismo e in generale in quello dello sport, sono giusti e necessari, e mai come in periodo di Olimpiadi l'attenzione su certi temi è alta. Questo tipo di analisi post gara, non è certo una novità, ma diventa però una notizia, e che notizia, quando è applicata ad atleti bambini che non vanno oltre i 12 anni di età.

Al traguardo c'era un medico, inviato dal Ministero della Salute, incolpevole, che ha effettuato un controllo a sorpresa su quattro ragazzini. I primi quattro classificati, della categoria G6, dove corrono i nati nel 2004. Ciclisti dodicenni che, ovviamente, e chiaramente, sono stati colti di sorpresa, come pure le loro famiglie e gli stessi organizzatori dell'evento sportivo.

Il dottor Guardascione, Presidente dell'Associazione medico sportiva dilettantistica di Varese, commenta tra stupore e incredulità il blitz sanitario: "In 30 anni di carriera nel mondo del ciclismo non l'avevo mai visto accadere, anche perché secondo il regolamento della Federazione ciclistica italiana si inizia a parlare di agonismo, per cui sono previsti i controlli, dalla categoria Esordienti, quindi dai 13 anni in su. Evidentemente la Commissione di vigilanza sul doping, che ha richiesto il controllo, prevede analisi anche sui più piccoli. Ne prendo atto, ma è sicuramente una misura inusuale, benché non illegale. Mi sembra una distorsione di risorse, non riesco a comprendere la ragione di una simile decisione".

Il controllo ai baby ciclisti è arrivato all'improvviso, e gli organizzatori hanno dovuto affrontare non pochi problemi logistici per renderlo possibile. E il tutto ha generato un certo scompiglio, di certo non imputabile al povero medico che ha effettuato i controlli. Lui ha solo fatto ciò che gli è stato ordinato.

Speriamo, per distogliere l'attenzione dai veri problemi che assillano e mettono in ginocchio il Paese, di non trovarci a dover scrivere di controlli fiscali a neonati, o di blitz anti racket ai grest parrocchiali. Usare il denaro pubblico e il tempo dei professionisti per far funzionare la pubblica amministrazione e aiutare chi ne ha bisogno, non sembra essere lo sport preferito di questo governo, imprevedibile, imbarazzante e, a questo punto, "dopato".

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