Oro e argento! Ma non dite che sono conquistati a colpi di fucile

La vittoria nello Skeet è il trionfo bipolarismo, tipica malattia italica

Oggi tutti esaltano il successo di Bacosi e Cainero, domani ripartirà la guerra alla detenzione delle armi

Alessandro Morelli
La vittoria nello Skeet è il trionfo bipolarismo, tipica malattia italica

Diana Bacosi e Chiara Cainero, Foto ANSA

Diana Bacosi e Chiara Cainero sono oro e argento nello skeet, una doppietta che tutti, ma proprio tutti, stanno esaltando come una vittoria storica per lo sport italiano in queste olimpiadi di Rio2016.  Prime pagine dei giornali, servizi Tv e foto sui rotocalchi sono accompagnate da un'onda che ha invaso i social media nel riportare le due atlete che orgogliosamente mostrano fucili e medaglie conquistate.

Peccato che dopo la ribalta si tornerà nell'oblio e tra qualche giorno si riaprirà la vera sfida di uno sport praticato da centinaia di migliaia di persone in Italia che ogni giorno è minacciato da regole, limiti e sgambetti dimostrando il bipolarismo, tipica malattia italica, che permette di esultare per le vittorie dei campioni ma poi di cercare in ogni modo di rendere difficile (se non impedire) la pratica di questo sport.

Sono già migliaia gli appassionati d'armi che per burocrazia e lacciuoli, dalla detenzione al rilascio/rinnovo del porto d'armi, hanno appeso il fucile al chiodo, togliendo linfa all'economia che nel suo circolo ha prodotto una squadra di campioni che tutto il mondo invidia.

Ma l'Italia è strana e mentre si esaltano le vittorie, associazioni, comitati e partiti della sinistra si battono da tempo per limitare la detenzione di armi da fuoco sportive come se una Bacosi o una Cainero potessero spuntare come funghi dal nulla. Nessuno impone a lorsignori di detenere legalmente un'arma senza dover sottostare a regole fuori dalla logica, chi è legato a questi sport chiede di poter praticare la propria specialità con regole semplici e non assurdamente restrittive tanto da costringerlo a formare comitati per la difesa di questo principio sacrosanto. Dovrebbero pensarci i mezzi di comunicazione, pensateci voi bipolari se vorrete festeggiare anche alle prossime Olimpiadi.

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