schegge duracruxiane

Se il crimine diventa moda giovanile in nome dell'antirazzismo

Se continueremo a non indignarci, a non scandalizzarci e a non denunciare quest’abominio delle coscienze, il rischio sarà quello di vedere lo scalpo dei nostri figli stampato sulle magliette dei loro

Helmut Leftbuster
Se il crimine diventa moda giovanile in nome dell'antirazzismo

Se continueremo a non indignarci, a non scandalizzarci e a non denunciare quest’abominio delle coscienze, il rischio sarà quello di vedere lo scalpo dei nostri figli stampato sulle magliette dei loro. La violenza contro tutto ciò che rappresenta l’Occidente, si tratti di statue, di cattedrali gotiche incendiate, di persone dalle fattezze troppo caucasiche, è oramai diventata una moda politicamente corretta (corretta..de che?!), un brand ideologico, un feticcio da bancarella creato nei laboratori della propaganda mondialista. C’è solo l’imbarazzo della scelta: ci sono le foto di statue brutalmente abbattute e sostituite con altre, che, lungi dall’esser considerate apologia di reato, vengono glorificate dai media mainsream e dai loro leccaculi come trofei di liberazione (liberazione da chi? Da chi in Europa ci vive dai tempi della Pangea?).


Ci sono le pubblicità di attività finanziarie che vengono distopicamente interpretate da comparse africane, così da trasformare un messaggio promozionale in una forma di propaganda immigrazionista. Ma il colmo si raggiunge con quelle immagini didascalizzate di ragazzini neri che pestano coetanei bianchi per poi esporne al pubblico ludibrio l’umiliazione subita, a sorta di monito collettivo per una vessazione criminale sempre più generalizzata e normalizzata dalla totale acquiescenza dei media preposti a denunciarla e della pubblica Autorità preposta a reprimerla. E tutto questo in nome di che cosa? Di un energumeno pluripregiudicato morto chissà come (e chissà se), che sarebbe stato soffocato dal ginocchio di un poliziotto bianco? Beh, qualcuno di lor signori s’è forse appassionato altrettanto al piede del damerino colorato che ha schiacciato la testa ad un anziano malcapitato, dopo averlo aggredito, colpevole solo di aver gridato aiuto?

Anche quel povero canuto signore italiano non respirava, con quel piede che gli premeva la bocca e gli fracassava le ossa. Un piede (nemmeno un ginocchio) che, sia ben chiaro a tutti, non gli toglieva l’aria per eseguire un dovere d’ufficio come nel (presunto) caso del poliziotto americano, ma per puro sadismo contro un vecchio debole, indifeso e..bianco. E che dire dell'afroamericano che ha praticato il giochino del ginocchio su un bimbo colpevole solo d'esser biondo, e che è stato scoperto solo grazie alla denuncia del giornalista statunitense Vincent James? E allora, sapete che c’è di nuovo, voi inginocchioni? Avete rotto il cazzo.

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