Sono tutti carcerati minorenni

In italia 500 ragazzi a rischio jihad

Sono pregiudicati, navigano in Rete, bazzicano i social network e possono diventare facili prede della propaganda guerrafondaia e bombarola. L'allarme arriva nientemeno che dall'Antimafia

Redazione
In italia 500 ragazzi a rischio jihad

Foto ANSA

"Metà dei reclusi nei penitenziari minorili italiani sono musulmani. In cella ci sono cinquecento ragazzi, abituati a stare su Internet come i loro coetanei e possono entrare in contatto con i siti jihaditi"

A dichiararlo è stato il procuratore Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, che si è detto convinto, in un'intervista a Repubblica, che l'emergenza fondamentale sia "evitare che questo potenziale esercito di giovani cada tra le braccia di fanatici". "In Italia", ha spiegato Roberti, "le seconde generazioni sono ancora adolescenti ma se non interveniamo subito, tra cinque-dieci anni ci troveremo nella stessa situazione di Bruxelles o delle banlieu parigine". 
Roberti ha anche svelato che il numero dei giovani musulmani pronti a lasciare il nostro Paese per arruolarsi nelle milizie dell'Isis in Siria è "superiore al numero che conosciamo". "L'Isis è un'associazione criminale che si è fatta Stato, con anche una burocrazia e un welfare. Ma è uno Stato-mafia, perché assieme al radicalismo esprime i connotati criminali delle organizzazioni mafiose", ha poi ribadito il procuratore al convegno Le rotte dei traffici illeciti in Europa e nel Mediterraneo, tenutosi al Senato, sottolineando come lo Stato Islamico accumuli "tre miliardi di dollari all'anno da attività criminali", soprattutto "contrabbando di droga, di petrolio, di opere d'arte e tabacchi".

Per Roberti la formula per sconfiggere il radicalismo islamico a casa nostra consisterebbe nell'abolizione del reato di immigrazione clandestina, nella riduzione dei tempi per le domande d'asilo e nella lotta allo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari.

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