Intervista al candidato della Lega alle regionali

Fvg, Fedriga vola nei sondaggi: "Il PD ha fatto disastri"

"La riforma sanitaria ha devastato il diritto alla salute, tra diminuzione dei posti letto e anziani trattati come pacchi postali. Sull'immigrazione stop all'accoglienza diffusa". Nervosismo a sinistra dopo la pubblicazione delle rilevazioni demoscopiche

Marco Dozio
Fvg, Fedriga vola nei sondaggi: "Il PD ha fatto disastri"

Foto da Facebook

Massimiliano Fedriga, candidato della Lega e del centrodestra alle regionali del 29 aprile in Friuli Venezia Giulia, è accreditato di sondaggi stratosferici, secondo i quali starebbe per annichilire elettoralmente tutti gli avversari, in particolare la sinistra che ha (mal)governato la Regione negli ultimi 5 anni con Debora Serracchiani, migrata in parlamento, dicono i maligni, per evitare l’onta di una disfatta.

Il candidato del PD Sergio Bolzonello parrebbe al massimo contendersi la seconda piazza con il M5S, a decine di punti di distanza dall’esponente leghista, con il movimento di Salvini, primo partito in regione dopo l’exploit del 25,4% alle Politiche, che incrementerebbe ulteriormente i consensi.

Lui, Fedriga, quasi si schermisce. Ai sondaggi preferisce una campagna elettorale pancia a terra, in mezzo ai cittadini. “Non diamo nulla per scontato. Segnalo che anche in Friuli Venezia Giulia il PD dimostra la sua allergia alla scelta democratica dei cittadini, avendo inserito le elezioni in mezzo a due ponti con l’obiettivo di diminuire la partecipazione al voto. Spero che i cittadini dimostrino come la voglia di democrazia e cambiamento è più forte di questi mezzucci”, spiega al Populista l’ex capogruppo della Lega alla Camera, mentre passa da una tappa all’altra del tour elettorale.

La sua ascesa, confermata appunto dai sondaggi, sta causando parecchio nervosismo tra le fila del PD, con Bolzonello, vice Serracchiani per 5 anni, che sputa veleno sulla Lega e sullo stesso Fedriga sostenendo che il leghista starebbe scappando da “qualunque confronto pubblico”. “Si tratta di un’assurdità. Semmai è Bolzonello che rinuncia ai dibattiti. Ne ho confermati 5, tra cui uno alla Camera di Commercio di Trieste con commercianti e artigiani, ma l’esponente del PD non verrà. Così come non ha intenzione di presentarsi all’incontro di venerdì sera (ieri ndr) con Fausto Biloslavo. Di certo non farò dibattiti in continuazione nella speranza che Bolzonello si faccia vedere. Mi interessa poco che venga o meno, la campagna elettorale si fa ascoltando i cittadini, le categorie economiche, le imprese, ed è quello che sto cercando di fare girando la regione in lungo e in largo, dalla montagna al mare”.

Non solo. Nell’ultimo periodo sono comparse su Facebook pagine contro Fedriga colme di “fake news”: “Non so chi le organizzi. Ma in generale è chiaro che se il PD avesse governato bene avrebbe qualcosa da dire, dovrebbe raccontare quello che ha fatto, invece si dedica a un certo tipo di propaganda, come la falsità che io sfugga ai dibattiti pubblici, proprio perché non può parlare di quello che ha fatto”.

La sanità è un tema caldo. La gestione del comparto targata PD ha generato un malcontento diffuso: “Sto incontrando medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutti concordano nel dire che è stata messa in piedi una riforma che lede in modo drastico il diritto alla salute. Parlo per esempio dell’assistenza post acuzie, oppure della drammatica diminuzione dei posti letto, con persone messe fuori reparto per l’esaurimento delle disponibilità e il medico che si trova a correre da un reparto all’altro. Poi anziani trattati come pacchi postali in mancanza di posti letto nelle strutture e nelle Rsa. Un disastro su tutti i fronti – aggiunge Fedriga – con inaccettabile peggioramento del sistema nel suo complesso, eccellenze comprese. Noi prevediamo, tra le altre cose, l’apertura degli ospedali per visite specialistiche ed esami anche nelle ore serali”.

Un altro tema delicato è quello dell’immigrazione, molto sentito in una regione di confine che patisce doppiamente le inefficienze di un PD che ha governato Regione e Stato: “Per volontà dell’amministrazione uscente, il Friuli Venezia Giulia è regione capofila per quanto riguarda l’accoglienza diffusa, l’assurdo meccanismo che prevede di sparpagliare i clandestini sul territorio, individui di cui non sappiamo nulla, spesso nemmeno le vere generalità, e di cui ignoriamo l’eventuale storia criminale. Ai richiedenti asilo, per una questione di sicurezza e di buonsenso, deve essere impedito di circolare liberamente, fino a quando non avranno avuto risposta alla domanda di protezione, evitando così che possano sfuggire al provvedimento di espulsione forzosa”.

La coppia Serracchiani-Bolzonello, sul tema, ha delle responsabilità chiare: “La Regione puntando sull’accoglienza diffusa ha voluto la chiusura del Cie, il centro di identificazione e di espulsione: su 36 ospiti, per dire, 35 avevano precedenti penali come spaccio di droga, violenza privata, violenza carnale e molto altro ancora”. E c’è la questione del confine colabrodo: “Da noi gli immigrati arrivano via terra, grazie al fatto che non viene predisposto un efficace controllo delle frontiere”.

Altro pasticcio targato PD, la riforma degli enti intermedi, le province: “Hanno abolito 4 province per creare 18 miniprovince devastando il territorio dal punto di vista istituzionale, con sindaci di destra e di sinistra che hanno subìto una totale destrutturazione dei rapporti istituzionali, fondamentali per offrire servizi ai cittadini. Il tutto con un aumento di costi, un enorme disservizio per i cittadini e un accentramento in Regione di competenze provinciali. Ma la Regione non può essere un ente amministrativo che si occupa anche di sfalciare i bordi delle strade, e infatti non è in grado di farlo. La Regione deve essere un grande ente legislativo di programmazione, per poi effettuare un decentramento verso i territori. Ed quello che vorremmo fare, tornando a una situazione di normalità. Una situazione in cui ai Comuni vengono date competenze e risorse ora tagliate, in cui un ente intermedio di area vasta tra Comune e Regione possa rappresentare le diverse identità del territorio. Il Friuli è stato spezzettato, pensiamo alla provincia di Udine spezzata in molteplici mini province”.

La riforma della sinistra sugli enti intermedi, come se non bastasse, ha tolto il diritto di voto ai cittadini: “Noi dobbiamo tornare al principio che i cittadini eleggono chi gestisce i soldi pubblici e la cosa pubblica, con la facoltà di mandare a casa chi lo fa male. Con le cosiddette elezioni di secondo livello, ai cittadini viene tolto il diritto di voto e la libertà di scelta: noi vogliamo ripristinare un principio di democrazia”. Anche sulla tassazione il governo regionale guidato da Fedriga promette novità di sostanza: “Alle imprese diciamo che un abbattimento della pressione fiscale è possibile, utilizzando la fiscalità di concorrenza che possiamo attuare con risorse della Regione. Occorre impostare una politica di sviluppo di largo respiro. Prima però dobbiamo sistemare i disastri compiuti in questi anni”.

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