Profughi a Bergamo

Sindaco Gori shock: "I migranti? A vigilare i parchi giochi"

"Si possono impegnare per il contrasto del dissesto idrogeologico del suolo, per il recupero delle aree coltivabili, per la pulizia dei boschi e per il presidio e la vigilanza dei luoghi pubblici, anche all'interno delle città"

Alberto Ongaro
Il sindaco Gori shock: "I migranti? A vigilare i parchi giochi"

Allarme sicurezza nei parchi di Bergamo? Per il sindaco (piddino) Giorgio Gori la soluzione c'è. Mettere "i migranti a sorvegliare i parchi, ad esempio  vigilando sull’attività dei bambini". Un'idea che alla Lega (paradossalmente accusata dal Primo Cittadino di essere ossessionata "dalle ronde") non piace affatto. E che ha scatenato un putiferio dopo che, nel corso del Consiglio comunale di lunedì 12, il Primo Cittadino aveva dichiarato: "I migranti si possono impegnare per il contrasto del dissesto idrogeologico del suolo, per il recupero delle aree coltivabili, per la pulizia dei boschi e per il presidio e la vigilanza dei luoghi pubblici, anche all'interno delle città".

 

Per chi, come Gori, è convinto che la soluzione di tutti i mali del Paese sia accogliere e integrare, si immagina dunque un ruolo degli stranieri anche in chiave sicurezza. Per molti bergamaschi si tratta di "un’idea assurda". "Il problema della sicurezza in città è effetto dell’alta presenza di clandestini", dicono in molti, gli stessi che si chiedono "come possano gli stessi autori di crimini e disordini, recentemente accaduti, rendere più sicuri i luoghi pubblici frequentati da mamme e bambini". 

 

Non bisogna fare di tutt'erba un fascio, certo. Ma è proprio su questo nodo che si è innescata la polemica della Lega bergamasca che, salita sulle barricate, ha rinfacciato al sindaco di Bergamo di “avere sempre bocciato le ronde di ex poliziotti” ed ha chiesto se “sia vero che è sua intenzione affidare ai clandestini, o migranti come da lui definiti, il presidio e la vigilanza di luoghi pubblici delle città”.

 

Di fronte a queste argomentazioni Gori glissa; il ritornello del sindaco di Centrosinistra è sempre lo stesso (lo ha ribadito persino durante una visita in Vaticano): "In tutta Italia solo 2.000 comuni su 8.000 accolgono i richiedenti asilo". Un motivo ci sarà, diciamo noi. Ma il primo Cittadino tira dritto e non ci sente. "È necessario ampliare la base dell’accoglienza attraverso incentivi ai Comuni, mentre formazione e lavoro devono rimanere la regola base per l’accoglienza sul territorio”

 

Sarà. Ma in ogni caso resta sul piatto un altro problema di fondo: com’è pensabile che la soluzione all’invasione delle nostre città possa essere risolto con un mero assistenzialismo? Il problema va affrontato alla radice, accogliendo solamente veri profughi. Ossia chi davvero scappa dalla guerra. Ad oggi, una minima percentuale.

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