LE PEN, FILLON, TRUMP E BREXIT

Sorlin: "La gente finalmente vota secondo la propria opinione"

Il politologo francese: "Siamo alla caduta del quinquennio di Hollande e i suoi risultati sono stati la COP 21 di Parigi, i matrimoni gay e gli immigrati ammassati nella giungla di Calais”

Gianluca Savoini
Sorlin:

In Francia la campagna elettorale per le presidenziali del prossimo aprile è già in pieno svolgimento, senza esclusione di colpi (anche al basso ventre). Per fermare Marine Le Pen il sistema ha studiato la contromossa che ha un nome e un cognome: François Fillon. I media e l'astablishment, un minuto dopo la vittoria alle primarie repubblicane dell'ex premier dell'era Sarkozy, hanno fatto a gara per presentarlo come uomo di destra e legato ai valori tradizionali. "Il giochetto è chiaro", spiega a Il Populista Fabrice Sorlin, politologo francese vicino al Front National. "Cercano di togliere acqua dal mulino di Marine Le Pen spacciando Fillon per quello che non è, un uomo favorevole alla tradizione e alla sovranità nazionale. Ma dopo la Brexit e la vittoria di Trump negli Usa, anche in Francia la gente si sta ribellando ai media e al sistema che vogliono continuare a mantenere la Francia ancorata a questa Ue e ai suoi disvalori".

Fabrice Sorlin, dopo le primarie repubblicane, François Fillon sarà il candidato alla presidenza della Francia. Si prevede il duello decisivo con Marine Le Pen. Quali sono le sue previsioni?

Per sua definizione la politica non è una scienza esatta, è quindi sempre difficile fare previsioni in questo campo. Ancora più difficile dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi, soprattutto dopo la Brexit e ancora di più dopo l'elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti. Tutti questi eventi hanno portato risultati inattesi. Di una cosa possiamo però essere sicuri: in Occidente (UE e Stati Uniti) la maggior parte delle persone, che per molti anni sono stati colpiti da menzogne propagandistiche e dal terrorismo intellettuale imposti dai media tradizionali, si stanno allontanando passo dopo passo dalla direzione imposta dalla strategia dei sondaggi. La gente finalmente vota secondo la propria opinione. Tornando alla Francia, siamo alla caduta del quinquennio di François Hollande e i suoi risultati sono stati l'organizzazione della COP 21 di Parigi, il "Mariage pour tous" (Il matrimonio per tutti) e le quote di immigrati ammassati nella cosiddetta “giungla di Calais” (il più grande campo di raccolta di immigrati d'Europa, NdR). Si tratta evidentemente di risultati che non danno alcun conforto al popolo francese, preoccupato per ben altri problemi, in primis disoccupazione e invasione di immigrati. È quindi evidente che dopo il disastroso quinquennio di Hollande, la tendenza principale dell'elettorato è lo spostamento a destra. Lei chiede se il secondo turno delle prossime elezioni presenterà uno scontro tra Marine Le Pen e François Fillon, e io rispondo che è probabile. Tuttavia sarebbe pericoloso seppellire prematuramente il partito socialista che potrebbe presentare un nuovo leader dopo la decisione di Hollande di non ricandidarsi. Un nuovo leader che potrebbe raccogliere intorno a sé tutte le persone deluse dalla gestione Hollande, ma orientate a votare per i socialisti. Quindi fare previsioni è molto difficile.

Qualche giornalista ha scritto che negli ultimi mesi Marine Le Pen sia diventata più moderata. Se è vero, ora che il suo concorrente è Fillon, esponente appunto di una destra moderata, c'è il rischio di un indebolimento della leader frontista?

Qualunque sia l'opinione che si può avere sulla sua figura politica, Marine Le Pen è sempre stata una moderata e il suo programma è equilibrato. Non abbiamo mai visto un'estremizzazione del Front National da quando lei è a capo del partito e nessuno può accusarla di aver cambiato la sua linea politica. Dal momento che Fillon è diventato il candidato di destra alle presidenziali, i media hanno subito cominciato a presentarlo come paladino dei valori tradizionale e della sovranità nazionale.

Ma è veramente così?
Prima di tutto si dovrebbe ricordare che François Fillon, come primo ministro del l'ex presidente Sarkozy, fin dal primo giorno fino all'ultimo del suo quinquennio, è responsabile anche lui di un governo disastroso e fallimentare.
Inoltre, cercare di presentare l'ex premier come difensore dei valori tradizionali è, nel migliore dei casi, ignoranza pura e , nel peggiore, vera e propria manipolazione. Prendiamo per esempio la questione del matrimonio per tutti. L'unico leader politico che non ha mai cambiato la sua posizione e ha chiesto l'abrogazione a titolo definitivo della legge è Marine Le Pen. François Fillon dice solo che non cambierà la legge e che i bambini da adottare da parte di coppie dello stesso sesso non verranno adottati in maniera totale, ma in modo parziale. Ciò significa che i bambini potranno essere adottati, conservando però i legami con le loro famiglie originarie. Questo è solo fumo e specchi, non vi è alcun cambiamento nella natura del problema.
Inoltre, come si potrebbe onestamente fingere di aiutare il ripristino della sovranità perduta e continuare a votare tutti i trattati europei che ci rendono dipendenti da Bruxelles? Fillon per altro da primo ministro ha votato per il Trattato di Lisbona, che è stato un tradimento della scelta espressa dal popolo francese durante il referendum sul Trattato europeo.
Tuttavia nella società moderna, dove l'immagine è più importante degli atti concreti, è chiaro che François Fillon può essere una vera e propria minaccia per il Fronte Nazionale. Potrebbe riproporsi la stessa situazione del 2007: avere un nuovo Nicolas Sarkozy che sarà eletto con i voti della destra e seguirà una politica di sinistra. Così il Fronte Nazionale deve ricordare qual è stato il risultato della politica di Fillon, quando era premier, e spiegare il suo programma economico negativo, in modo che le classi popolari e medie non cadano nella trappola. Sarà infatti la classe popolare a giocare il ruolo chiave nelle elezioni, visto che la classe borghese è storicamente molto più legata ai Repubblicani che al Fronte Nazionale.

La Francia potrebbe essere il primo governo in Europa che rimuoverà le sanzioni contro la Russia?
Naturalmente dipenderà da chi verrà eletto presidente. Sembra essere molto difficile e forse impossibile togliere le sanzioni contro la Russia su base bilaterale e rimanere allo stesso tempo un membro di una UE dimostratasi anti-russa per ragioni ideologiche. Per rispondere più precisamente alla vostra domanda, sì, la Francia potrebbe essere il primo paese europeo a togliere le sanzioni, ma soltanto se il nuovo presidente sarà pronto a combattere questa Unione europee. E per farlo dovrà pagare il prezzo, ovvero dovrà uscire dall'Unione.

Come è stata vista in Francia l'elezione di Donald Trump e la Brexit?
L'elezione di Trump e la Brexit hanno portato ovunque una sensazione di freschezza e di cambiamento nel panorama politico francese. Il risultato inaspettato di queste elezioni ha aiutato i francesi a sentirsi più liberi, rinforzando gli ambienti politici e spontanei che avevano organizzato le grandi manifestazioni di massa contro la legge del matrimonio per tutti nel 2013 e nel 2014. I francesi sono stanchi di essere disprezzati dall'élite politica dominante, che è scollegata dalla realtà. C'è una sensazione di libertà oggi in Occidente e mi sembra la Brexit e l'elezione di Trump siano i primi primi passi di una tendenza inarrestabile che fa ben sperare per il futuro.

 

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