notabili note

Il governo dei gentiloni

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Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

Il governo dei gentiloni

Se c'è una cosa che non mi aggrada è il continuo apparentamento tra le dichiarazioni dei lader della Lega e quelle di Grillo, perché poi alla fine par che avere fieramente avversato Renzi possa accomunare in altro che in questa avversione. Prendiamo le distanze, per favore. Per definire l'incaricato presidente del Consiglio Gentiloni "Avatar di Renzi" non è necessario avere né comune ideologia né comuni intenti, occorre soltanto sapere che cos'è un avatar e chi è Gentiloni. Gentiloni è super gentile: è altro?

 

Per marcare una netta rottura con il governo del bambin prodigio fiorentino, il Presidente Sergio Mattarella ha incaricato il suo ministro degli Esteri, dimostrando qualcosa che sta rispetto alla comprensione dei tempi e degli uomini all'opposto. Andrà in scena ancora il teatrino dell'Italia felix che io non ha mai ben capito in cosa differisse da quello dell'Italia felix del Ventennio: entrambi i teatrini rappresentavano un ologramma a tinte rosee di un disastro. Molti diranno che quello era peggiore: ma è la violenza esplicita che lo faceva apparire così.

Qui sono tutti gentiloni, tutte persone che non farebbero mai male a una mosca, ma ad un Paese sì, senza problemi. Alfano è tentato dagli Esteri... ancora... Ma non hanno capito che gli italiani sono tentati dal non vedere più delle facce seriose con parole piane e politicamente corrette che non sanno combinare nulla?

A presto. 

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