subito al voto

La legislatura più bislacca vede i leader fuori dal Parlamento

Salvini, Berlusconi, Grillo e Renzi guardano la crisi in Tv, anche questa assurdità fa di Gentiloni un fantoccio teleguidato da fuori del Palazzo

Alessandro Morelli
La legislatura più bislacca vede i leader fuori dal Parlamento

La prima ad avere un auricolare con cui il capo dava le direttive dalla regia era Ambra Angiolini. Erano gli anni '90 e "Non è la Rai" impazzava nei pomeriggi delle tv private. Nel 2016 il ruolo di Ambra l'ha preso il premier Paolo Gentiloni che ha il suo regista lontano dallo studio. Matteo Renzi infatti ha laconicamente ricordato di non avere uno stipendio visto che dopo l'esperienza da presidente del Consiglio si è ritrovato espulso dal Parlamento dove oggi può entrare al massimo da turista.

Silvio Berlusconi si ritrova nell'empasse di incandidabilità dovuta alla legge ad personam che Forza Italia ha votato nell'esperienza di maggioranza comune con Pd a sostegno del Governo Monti, quella norma Severino che gli ha impedito di candidarsi ma che non ha colpito altri esponenti politici. In poche parole: anche Berlusconi guarda le vicende parlamentari comodamente seduto sul divano di Arcore.

Non sappiamo se Beppe Grillo seguirà i dibattiti parlamentari via streaming o da qualche blog, certo è che anche il leader 5Stelle non siede nè alla Camera nè al Senato, scelta di un libero cittadino che ha deciso di non candidarsi alle ultime elezioni politiche che hanno visto il Movimento con risultati che hanno portato nelle due Camere centinaia di parlamentari ma che oggi vede il numero uno 5Stelle a commentare dal blog senza mai prendere la parola dai microfoni di Montecitorio o Palazzo Madama.

Infine tocca a Matteo Salvini, il leader populista che vuole concorrere alle primarie del centrodestra come numero uno della compagine antiestablishment siede nel Parlamento Europeo e quindi segue e commenta le vicende del nascente Governo dal Populista

Avere i quattro leader dei principali partiti, di cui tre della squadra del No referendario che ha abbattuto il Governo Renzi, è una delle incredibili stranezze di una legislatura nata senza un vero vincitore e che si sta arrovellando solo per andare avanti assicurando a ministri e parlamentari la poltrona e l'uso del potere fine a sè stesso. Intanto la rabbia della gente, sempre più distante dal Palazzo, cresce ancora in attesa delle prossime elezioni che saranno lo tsunami populista. 

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