Alessandria: va avanti la proposta prolife dei consiglieri Locci e Trifoglio

Dopo Verona un’altra mozione anti-aborto in dirittura d’arrivo!

La Commissione Politiche sociali del Comune di Alessandria discute finalmente la mozione presentata da 5 consiglieri comunali sulla “piena applicazione” della legge 194/1978. Presto dovrebbe trasmetterla al Consiglio Comunale per la discussione e il voto finale

Giuseppe Brienza
Dopo Verona un’altra mozione anti-aborto in dirittura d’arrivo!

I promotori della mozione prolife presentata al Comune di Alessandria

Una mozione prolife del tutto simile a quella recentemente approvata dal Consiglio comunale di Verona, che vorrebbe quindi offrire un sostegno economico alle associazioni che aiutano le donne a non abortire, è stata presentata ad Alessandria lo scorso 14 novembre. Promotori il presidente del Consiglio comunale Emanuele Locci, di area centrodestra, e il consigliere Oria Trifoglio, ginecologa ed ex dirigente medico, eletta con una lista civica locale. Un mese fa la discussione del documento era stata poco democraticamente impedita dalla protesta del "collettivo" di sinistra “Non una di meno” che, al grido di "vergogna vergogna", con urli e un'occupazione indisturbata degli uffici del Comune aveva fatto sospensione la seduta. Lo sparuto ma rumoroso presidio delle vetero-femministe aveva poi esposto, sotto Palazzo Rosso, l'immancabile fuorviante striscione: “La L.194 non si tocca”.

"Quello cui abbiamo assistito è un atteggiamento indegno di una sala democratica", aveva denunciato il giovane consigliere Locci assicurando, da parte sua, di non essere minimamente intenzionato a cedere di fronte alle proteste dei pochi manifestanti che, oltretutto, in tono perentorio gli avevano pure promesso di "tornare fino a quando non sarà ritirata la mozione".

Ieri si è finalmente tenuta la nuova sessione della Commissione Politiche Sociali per discutere con le associazioni del territorio appositamente convocate gli intenti della mozione provita, ora presentata non più solo dai soli Locci e Trifoglio ma da 5 consiglieri comunali (per la cronaca dal collettivo “Non una di meno” non si è visto nessuno). La riunione, durata più di tre ore, ha visto il contributo di ben quindici associazioni che, tutte, hanno preso la parola esponendo le proprie esperienze e opinioni. Non sono mancati momenti di discussione accalorata, in particolare dopo alcune dichiarazioni dell'“aborto causa dell’uccisione di 6 milioni di bambini” che, ancora una volta, hanno indotto il presidente della Commissione Piero Castellano a tagliare corto chiudendo in modo repentino i lavori.

Il testo della mozione Locci-Trifoglio è pressoché identico a quello che, a Verona, ha rappresentato un passo avanti in termini di valorizzazione del sostegno alle donne a rischio aborto reso con molte difficoltà da parte del variegato mondo delle associazioni provita. La presidente di Federvita Piemonte Marisa Orecchia ha espresso quindi soddisfazione per l’iniziativa dei due politici locali, chiarendo che “non si configura come un attacco alla legge 194 e all’autodeterminazione della donna, ma contiene semmai un richiamo a metterla finalmente in atto, la 194, in quei punti che consentirebbero veramente alla donna di esercitare la sua autodeterminazione non solo nell’eliminare il figlio con l’aborto, ma nell’accoglierlo e farlo nascere anche quando le condizioni contingenti sembrerebbero renderne problematica la nascita”. Secondo la prof.ssa Orecchia, “la mozione prende atto, nel quarantesimo anniversario dell’approvazione della legge 194, dei catastrofici effetti sociali e culturali ottenuti dalla stessa: non solo non ha debellato l’aborto clandestino, come si prefiggeva, ma ha provocato 6 milioni di morti legali". Sono stati inoltre costantemente disattesi gli articoli della legge che prevedono per la donna incinta aiuto e sostegno in alternativa all’aborto, mentre è sotto continuo attacco la possibilità di obiezione di coscienza dei medici e degli operatori sanitari garantita dall’art. 9 della 194. L’associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” ha fatto notare in un comunicato come la mozione Locci-Trifoglio rivesta anche un valore anti-discriminatorio nei confronti degli operatori medico-sanitari e delle associazioni prolife, alla luce delle “vere illegalità contenute nella mozione della Regione Piemonte del luglio scorso, dove si invitano addirittura le strutture ospedaliere ad assumere personale dichiaratamente abortista, in aperta violazione alla legge 194 e a tutte le convezioni internazionali sui diritti umani”.

Ora ci aspetta che la mozione, forse dopo un ulteriore (ma speriamo ravvicinato) confronto in Commissione, arrivi all’ordine del giorno del Consiglio comunale per il dibattito ed il voto finale. Per il nuovo approfondimento a Palazzo Rosso basterebbe la richiesta di tre consiglieri commissari per convocare una nuova riunione e, a questo proposito, oltre ai promotori, si sono detti disponibili a fare questo passo anche alcuni consiglieri del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. “Attendo una richiesta formale per questa nuova convocazione” ha dichiarato il presidente Castellano, “altrimenti tecnicamente la mozione potrà già essere inserita nell’ordine del giorno della prossima seduta del consiglio comunale”.

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