Annullata la revoca dello status

"Profugo" violento contro gli operatori dell'accoglienza: può rimanere in Italia

Un nigeriano, ospite di una Cooperativa ligure, pretendeva una stanza più luminosa, una temperatura più alta e del cibo migliore. Il Tar gli da' ragione

Redazione
"Profugo" violento contro gli operatori dell'accoglienza: può rimanere in Italia

Richiedenti asilo che protestano

La Prefettura di Imperia gli aveva revocato lo status per la protezione internazionale perché "avrebbe violato il regolamento della struttura di accoglienza dove era ospitato con comportamenti violenti, minacciosi e ingiuriosi" nei confronti degli operatori della cooperativa, ma l'immigrato ha presentato ricorso al Tar ottenendo l'annullamento del provvedimento di revoca delle misure di accoglienza. Protagonista della singolare ma non così insolita vicenda è un nigeriano che ha vinto la battaglia legale presso il Tribunale amministrativo ligure nei confronti del Ministero dell'Interno. "Il ricorso è fondato per omissione della preventiva comunicazione di avvio del procedimento di revoca, in assenza di esplicitate, particolari esigenze di celerità" ha spiegato lunedì il Tar nel dispositivo della sentenza, dando ragione allo straniero violento. "Va fatta una valutazione in concreto della singola fattispecie e della particolare situazione della persona interessata, da effettuarsi soltanto a seguito di un pieno ed effettivo contraddittorio procedimentale".

L'uomo, 45 anni, era ospite di una struttura gestita dalla Cooperativa "La Goccia". La vicenda, risalente al 2017, nasce in seguito alle ripetute rimostranze del "profugo" che lamentava la mancanza di illuminazione nella camera, dove viveva con la moglie e i due bambini piccoli. Il nigeriano criticava anche la temperatura dell'ambiente e il cibo per i figli. "Più di una volta ha chiesto di poter utilizzare quei pochi soldi che lo Stato da' per il loro mantenimento, per acquistare del cibo adatto" si è lamentato l'avvocato Davide La Monica, difensore dell'africano. "Uno dei due figlioletti, tra l'altro, soffre di alcune intolleranze alimentari, si presume la celiachia. I toni non sono mai stati minacciosi o ingiuriosi. Ci sono alcuni video realizzati con lo smartphone dal mio assistito, dai quali si evince il tenore della lite". Dopo le continue proteste la cooperativa aveva presentato una segnalazione alla Prefettura che gli revocava le misure di accoglienza. "Di fatto, senza aver ascoltato prima l'altra parte, e quindi avergli dato la possibilità di difendersi".

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