intervista al vicepresidente di Fondazione Volandia

Gualandris: “Il nostro sistema manageriale? Ancora fisso su regole vecchie"

E sulle tasse: "Il contribuente? All'estero viene visto come una risorsa e non come una gallina da spennare". E ci sono "sistemi fiscali simili alla Flat Tax"

Lorenzo Fontana
Gualandris: “Il nostro sistema manageriale? Ancora fisso su regole vecchie"

Dopo le storie dei leghisti nel mondo, iniziamo a presentare i candidati per la Lega nelle circoscrizioni estere. Ricordiamo che per gli elettori AIRE, il voto si esprime scrivendo la preferenza (2 per ogni scheda sia per la Camera che per il Senato) con il cognome del candidato prescelto. Nei prossimi giorni i cittadini titolari del diritto di voto all’estero riceveranno un plico per posta "ordinaria" con dentro le schede; si vota a casa e si rispedisce il plico entro 10 giorni dalla data del voto in Italia, al proprio consolato di riferimento.

Nella ripartizione che comprende Europa, Russia e Turchia, per la Lega è candidato Stefano Gualandris, 39 anni, sposato con 3 figli, residente da tempo in Svizzera, Mesolcina (Grigioni Italiani). Laureato in Scienze politiche con specializzazione in Diritto Internazionale e Studi Strategici. Imprenditore metalmeccanico in Svizzera e Italia specializzato nel settore aerospazio, difesa, medicale, automotive e oil&gas.

Firmatario di alcune pubblicazioni scientifiche in merito a sistemi e attuatori basati su leghe a memoria di forma, Gualandris ha partecipato a numerosi bandi MIUR, ASI ed ESA e vincendon due con la Fondazione Epor l-Innovazione per un medical device e con SSO/ESA per un HDRM non pirotecnico basato su leghe SMA ad alta temperatura.  Socio attivo in italia del Cluster Aerospaziale Lombardo e di AIAD, socio in Svizzera dello Swiss Aerospace Cluster e dello Swiss Space Center (cluster federale dello spazio).  Per lavoro viaggia molto per l'Europa, soprattutto in Germania, UK, Austria, Lussemburgo e Francia. Stefano è solito muoversi primariamente in automobile cosi da massimizzare le visite di lavoro. 


Fin da giovane impegnato politicamente in Lega Nord, per cui ha ricoperto importanti incarichi amministrativi in provincia di Varese e a Roma presso l’UPI (5° dipartimento Europa e Cooperazione Internazionale). Gualandris è già vicepresidente del Museo del volo e Fondazione Volandia, attivo nel sociale è stato anche arbitro di calcio e osservatore a livello regionale. Ci racconta che la sua esperienza all'estero è iniziata frequentando i vari saloni e fiere per lavoro: “In particolare i saloni dell'aerospazio di Lebourget (Parigi) e l'ILA (Berlino) – racconta Gualandris - mi hanno fatto conoscere le grandi realtà industriali europee nell'aerospazio e da li mi hanno aperto nuovi orizzonti sulla ricerca scientifica con atenei ed istituti di prestigio come Cambridge, Fraunhofer, HES.SO, EPFL, ETH”.


Quando gli chiediamo quali siano le principali differenze nell’approccio economico nei paesi europei, ci risponde così: “Il mondo del business – ci spiega - in linea generale è più o meno identico nel mondo, la differenza sostanziale tra Italia e il resto dell'Europa è l'efficienza sta nella facilità nei rapporti e soprattutto in un modello economico più giovane e snello. E' prassi all'estero valorizzare maggiormente i giovani emergenti” – sottolinea - “mentre i manager più anziani diventano per i giovani dei supervisori”. Secondo Gualandris “il nostro sistema manageriale è ancora fisso su regole vecchie che mal si adattano ai nuovi modelli di business. Ugualmente il mondo della ricerca, dove spesso è difficile in Italia il rapporto industria/centro di ricerca o università, mentre nel resto d'Europa questo binomio è la prassi, e lo Stato facilita apertamente questo connubio”. 


Ma la più grande differenza tra l'Italia e il resto d'Europa sta in “un modello burocratico e fiscale molto meno opprimente e più efficiente. Tranne che per la Francia” - (deficitaria come l'Italia) - “generalmente il contribuente viene visto come una risorsa e non come una gallina da spennare, senza dimenticare che nazioni come la Svizzera, o la Finlandia adottano sistemi fiscali simili alla Flat-Tax proposta dalla Lega”. 


Ma come sono visti gli italiani all’estero? “I lavoratori italiani – racconta Gualandris - in generale sono visti bene all'estero. Che siano ricercatori, operai specializzati, o semplici impiegati, siamo reputati un popolo creativo e comunque di buoni lavoratori. Spesso – aggiunge - mi è capitato di trovare ai vertici "tecnici" di grandi aziende ingegneri italiani”. Un giudizio lusinghiero che tuttavia non si riflette sull’immagine generale del nostro paese: “Purtroppo la nomea del nostro paese è inversamente proporzionale al giudizio sui nostri lavoratori. La nostra classe politica – sottolinea il candidato leghista - viene vista come poco onesta e poco seria. Inoltre – conclude - siamo considerato un paese con una classe politica "debole" nelle questioni internazionali. STX-Fincantieri ne è una recente dimostrazione”. 


E’ urgente per Gualandris “dare una deguato peso alle relazioni estere, potenziare e rendere più efficiente la rete consolare. I consolati devono essere supporto logistico sia per i nostri cittadini all'estero, sia per i nostri imprenditori che vogliono fare business all'estero. In qualsiasi gara internazionale – spiega - i maggiori paesi europei supportano direttamente i propri imprenditori, mentre in Italia i consolati, l'ICE o l'ITA si limitano a semplici azioni di contatto primario, collettive o liste di potenziali clienti. Bisogna trasformare questi organi in veri e propri uffici di promozione dell'eccellenze italiane!”


“Altrettanto preoccupante – continua – è la questione poi dei servizi consolari per i cittadini AIRE. Sono stati chiusi uffici consolari strategici come quelli di Coira e San Gallo in Svizzera, in Navarra mi segnalano che il Console Onorario non da un adeguato servizio, e quindi i nostri cittadini devono farsi 700 km per raggiungere Madrid, il cui consolato ha un servizio telefonico che non risponde. Ho anche ricevuto parecchie segnalazioni di tempi d'attesa lunghissimi per un appuntamento al consolato di Londra. Da est a ovest, in Europa, mi giungono segnalazioni di inefficienze.Bisogna intervenire, perché la serietà di una Nazione si vede anche dalla propria rete diplomatica e consolare.”

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