In Nigeria "bambini e donne" fatti a pezzi

Omicidio Pamela, la pista del sacrificio umano commesso dal branco di nigeriani

Il legale di uno degli indagati: "Forse un rito dietro la mattanza". Come testimonia un rapporto dell'Onu, in molte zone dell'Africa vengono uccise persone a scopo rituale, per confezionare macabri amuleti

Redazione
Omicidio Pamela, la pista del sacrificio umano commesso dal branco di nigeriani

Foto ANSA

Prende corpo la pista degli omicidi rituali nigeriani nel massacro di Pamela Mastropietro. Gianfranco Borgani, avvocato del presunto profugo Desmond Lucky, uno degli indagati per l’omicidio e la mattanza sulla ragazza, ammette l’ipotesi del sacrificio umano, terribile pratica ancora in vigore in Nigeria, dove avvengono rapimenti e uccisioni allo scopo di sezionare parti del corpo poi utilizzate per “pozioni di ricchezza rapida” e per essere vendute a “committenti” ed “erboristi che preparano le pozioni”.

“La dissezione è stata fatta da persona esperta, la pulizia della casa e del corpo è molto accurata – spiega al Messaggero - perché allora lasciare a vista i trolley? Perché non gettarli sotto un ponte?”. Forse, si ipotizza, perché qualcuno potesse portarli via. “Forse siamo di fronte a una sorta di rito, dietro c' è qualcuno il cui nome non è ancora emerso, una persona pericolosa per gli indagati, magari hanno paura anche di ritorsioni verso i parenti in Nigeria e per questo non parlano”, dice il legale.

Fonti autorevoli, anche delle Nazioni Unite, descrivono gli atroci rituali diffusi nelle zone di provenienza degli indagati. Mattanze di “bambini, donne e disabili”, fatti a pezzi nella convinzione che tali scempi accrescerebbero forza e potere. Un rapporto dell’Ufficio immigrazione e rifugiati in Canada del 2012, pubblicato anche sul sito Unhcr (agenzia Onu), è intitolato così: “Nigeria: diffusione di omicidi rituali e sacrifici umani”. In molte zone dell’Africa vige tuttora la tradizione di vegliare il defunto in modo da scongiurare furti e smembramenti atti a confezionari macabri talismani. 

Marco Valerio Verni, zio di Pamela e avvocato della famiglia: “Della pista rituale ne hanno parlato autorevoli opinionisti, non mi sento di escluderla”. Il sociologo Alessandro Meluzzi ha parlato apertamente di "cannibalismo rituale della mafia nigeriana". Intanto, mentre si sta cercando di chiarire la posizione del quarto indagato, un nigeriano 40enne richiedente asilo, l’autopsia ha confermato che Pamela è stata uccisa dal branco di africani, prima di essere sezionata, con due coltellate al fegato e un colpo alla testa.


E Vittorio Feltri oggi, dalle colonne di Libero, si è chiesto: "Perché gli spacciatori hanno ucciso una cliente? Quali pressioni hanno esercitato sulla giovane per costringerla a stare nelle loro mani lorde di sangue? Troppo comodo far passare Pamela per una tossica pronta a tutto pur di farsi delle iniezioni, che peraltro detestava per una sorta di fobia nei confronti degli aghi". E interrogandosi sul reale movente del delitto, ha concluso: "Non si fa a pezzi una ragazza per averle venduto un po' di stupefacente". Già, a meno che il motivo sia un altro...

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