Prima le sceneggiate poi il silenzio

Sala ha un grande problema con Expo. Alla faccia della trasparenza

Ora che la Procura generale ha il via libera per proseguire le indagini che lo riguardano, il sindaco di Milano si "autocongelerà" dopo la pantomima dell'autosospensione? La città attende delle risposte, dei chiarimenti convincenti. Invano.

Marco Dozio
Sala ha un grande problema con Expo. Alla faccia della trasparenza

Foto ANSA

Giuseppe Sala ha un grande problema con Expo che si ostina a non voler chiarire. Ora che il gip Lucio Marcantonio ha concesso la proroga di sei mesi delle indagini per l’inchiesta sulla Piastra, ecco che il sindaco di Milano, indagato per falso, si trincera dietro un silenzio tombale. In stridente contrasto con la sceneggiata di dicembre, quando s’inventò un’inesistente autosospensione appena apprese di essere indagato. Una pantomima forse ideata per vittimizzarsi e mettere pressione ai giudici. Dopo alcuni giorni Sala fece una goffa retromarcia autosospendendo l’autosospensione, tra gli osanna dei grandi media e di 135 sindaci che lo imploravano di restare al suo posto.

E adesso che c’è la proroga, ora che la Procura generale ha il via libera per proseguire fino a giugno l’inchiesta che la Procura milanese voleva archiviare, Sala per coerenza si “autocongelerà”? Prima di ibernarsi però farebbe bene a dire una volta per tutte come sono andate le cose, se davvero ha falsificato documenti retrodatando l’atto di nomina di due commissari della principale gara di Expo, dal valore di 272 milioni di euro.

E se sì dovrebbe spiegare perché ha preso quella decisione e già che ci siamo chiarire tutte le ombre collegate a quell’appalto, a cominciare dai 6mila alberi che Expo acquistò dalla Mantovani per 4,3 milioni di euro, piante che la stessa Mantovani aveva semplicemente comprato da un vivaista per 1,6 milioni di euro. Si tratta dell’azienda che si aggiudicò la gara per la Piastra, l’infrastruttura di base su cui sono stati costruiti i capannoni Expo, con un ribasso del 42% “non idoneo neppure a coprire i costi”, come annotarono gli investigatori.

Che Sala abbia un grande problema con Expo è desumibile anche dalla scelta di non votare la delibera su Cascina Merlata, ovvero il via libera a nuove cementificazioni “commerciali” nell’area dove sostavano i bus turistici dell'esposizione. Lì il progetto autorizzato dalla sinistra così attenta all’ambiente prevede il più grande centro commerciale della città. Con soldi e cemento provenienti dall’Arabia Saudita. Sala non ha votato la delibera (un cambio di destinazione d’uso da residenziale a commerciale su un’area di 55mila metri quadri) per un conflitto d’interessi tra Sala sindaco e Sala commissario di Expo? O c’è dell’altro?

Sala nel novembre 2013, nella veste di numero uno di Expo, firmò il provvedimento per il via libera ai parcheggi, ma Cascina Merlata Spa per compensare la perdita temporanea dei terreni chiese in cambio la possibilità di edificare il centro commerciale. Ratificata dal Consiglio comunale alla fine dello scorso dicembre, con Sala sindaco eppure inspiegabilmente assente. Chi sventola la bandierina della trasparenza, tanto da mettere in piedi un comitato ad hoc presieduto dall’ex pm Gherardo Colombo, potrebbe a tempo perso anche praticarla. Chissà, verrebbe da chiedere al suddetto comitato se il mutismo di Sala sia atteggiamento da considerarsi pienamente trasparente.

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