obama ammassa truppe al confine russo

Il "Nobel per la pace" cerca la Terza Guerra Mondiale?

Per gli analisti militari l'amministrazione Obama vuole impedire a Trump, che auspica un miglioramento dei rapporti con Mosca, di rispettare gli impegni pacifisti assunti con il Cremlino

Redazione
Il "Nobel per la pace" cerca la Terza Guerra Mondiale

Passi che per non esser tacciati di razzismo si faccian vincere agli immigrati extraCEE dozzinali giochi a premi, reality show su torte o balletti e persino concorsi di bellezza; ma che per lo stesso motivo si cada nella trappola di votare un presidente solo perchè nero, e sempre per lo stesso motivo gli si dia il Nobel per la pace, quando per la stessa non ha fatto nulla (anzi, ha fomentato la guerra e permesso la vendita di armi ai Paesi esteri), questa proprio no. Perchè gli ultimi colpi di coda di Barack Obama, che non ne vuol sapere di alzare i tacchi con eleganza, rischiano di mettere in forse la pace nel pianeta. E nessuno dice nulla (chissà se l'avesse mai fatto un leader repubblicano).


Già perché prima di far fagotto, Obama spinge la Nato (quella stessa che Trump vorrebbe eliminare) ad ammassare sempre più truppe e armi in Europa orientale. E lo stesso sta facendo, di riflesso, la Russia, in quella che è chiaramente e tragicamente una nuova Gierra Fredda. Una corsa che al momento non registra nessun rallentamento. Anzi, proprio adesso che l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca è ormai imminente, gli Stati Uniti sembrano aver deciso di accelerare. In questi giorni sta infatti entrando in Polonia un contingente a stelle e strisce composto da 3.500 militari, 87 carri armati e 141 mezzi corazzati: "Una minaccia agli interessi e alla sicurezza della Russia", ha prontamente denunciato il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, sottolineando come tra il Cremlino e l'amministrazione uscente di Barack Obama continui a non correre buon sangue.


I soldati statunitensi che si stanno schierando in Polonia - che fa parte sia dell'Ue che della Nato - rappresentano la prima unità militare di un paese dell'Alleanza atlantica che si insedia in maniera stabile in questo Stato una volta inglobato nella sfera di influenza sovietica. Ed è proprio il fatto che "un terzo paese sta aumentando la propria presenza militare vicino ai confini" russi a preoccupare ancora di più il Cremlino. Da parte sua la Nato ha contribuito ad alimentare le tensioni proseguendo nella realizzazione, pezzo dopo pezzo, di uno scudo antimissile americano in Europa che il Cremlino avverte come una spina nel fianco. L'invio dei soldati della Nato in Polonia non è stato deciso da un giorno all'altro, era stato concordato in un summit dell'Alleanza atlantica già la scorsa estate. Ma inizialmente era programmato nella seconda metà del mese di gennaio. Era stato il generale Ben Hodges, comandante delle forze di terra americane in Europa, ad annunciare a dicembre che i soldati USA sarebbero sbarcati nel porto tedesco di Bremerhaven un po' prima del previsto, il 6 gennaio, per poi essere schierati in Polonia, nei paesi baltici e in Romania.


Perché Washington ha deciso di fare in fretta? Secondo alcuni analisti, dietro potrebbe esserci la volontà dell'amministrazione Obama di impedire a Trump - che auspica un miglioramento dei rapporti con Mosca - di non rispettare gli impegni che il presidente uscente si era assunto con i partners anti-russi nel Vecchio Continente. Da parte sua, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, non ha esitato a bollare le attività militari statunitensi in Europa orientale come una "provocazione" con l'obiettivo di "costringere le nuove autorità americane a seguire la politica ostile pianificata contro la Russia". Soldati e carri armati Nato prendono intanto posizione in Polonia, ma in ogni caso tra pochi giorni la Casa Bianca avrà un nuovo commander in chief. Trump, per favore sbrigati a rottamare il vecchio establishment obamiano!

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