Il PD protegge gli amici

Debitori Mps, fuori i nomi! Ma Padoan se la ride...

Il ministro dell'Economia dice che "bisognerebbe distinguere comportamenti sfortunati da comportamenti scorretti". Evidentemente crede che i debiti di De Benedetti, delle coop rosse e delle municipalizzate toscane siano un incredibile frutto della sfortuna

Marco Dozio
Mps, Padoan non chiede di pubblicare la lista dei debitori

Foto ANSA

Trasparenza? Sì, no, forse, con moderazione, anzi in fondo è meglio di no. Insomma la solita supercazzola. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si è pronunciato in maniera poco chiara circa la richiesta di pubblicare la lista dei primi cento debitori insolventi del Monte dei Paschi. Durante l’audizione in commissione finanze, l’esponente del governo che ha messo sul piatto 20 miliardi delle nostre tasse per salvare Mps, non si è sbilanciato e ha proferito parole dal significato ondivago, come spesso gli capita. “Ci possono essere questioni di legittimità e legali che ovviamente non dipendono da me”. Quindi se ne lava le mani. “In principio penso che la trasparenza sia importante”, Ma c’è un “però”, come riporta Libero. “Evidentemente questo va inserito in un contesto più ampio: ci vuole trasparenza, e un contesto di fiducia. Non dico altro su questa proposta, secondo me bisogna fare un ragionamento più ampio su come si arriva a identificare comportamenti sfortunati da comportamenti scorretti”.

Un modo per insabbiare tutto. A meno che non si voglia credere che i debiti con Mps della famiglia De Benedetti (600 milioni per Sorgenia), delle cooperative rosse, delle municipalizzate toscane e di una serie di immobiliaristi milionari siano un incredibile frutto della sfortuna. Il governo dunque non farà alcuna pressione per la pubblicazione di quella lista, così da non irritare i propri amici e sostenitori (De Benedetti, tessera del PD numero uno). Ricapitolando. Il governo del PD succhia 20 miliardi dalle tasche dei contribuenti italiani per soccorrere la banca storicamente controllata dal PD che erogava denaro, non restituito, ai magnati amici del PD, alle cooperative rosse vicine al PD e alle municipalizzate toscane guidate dal PD. Infine il governo del PD, in ossequio alla privacy e a un indefinito “ragionamento più ampio”, non sollecita la pubblicazione dell’elenco dei “bidonisti” Mps (banca di cui è azionista), che però si dà il caso abbiano “bidonato” anche tutti i cittadini italiani. 

Non solo. Padoan si è espresso in modo ambiguo anche sul tema della responsabilità delle banche "truffaldine", asserendo che ai risparmiatori è mancata “un’educazione finanziaria”: “Chi corre un rischio si pone nella condizione di assorbire una eventuale perdita. Tuttavia sappiamo che alcune banche hanno venduto prodotti a risparmiatori che per il loro profilo non avrebbero dovuto investire in quei prodotti. Si è trattato di comportamenti impropri e in alcuni casi illeciti”. I piccoli obbligazionisti che hanno perso tutto forse, in alcuni casi, erano poco informati. Ma sono caduti nel tranello ordito dall’istituto nel quale riponevano la propria fiducia. Dunque sono stati truffati. Per la stragrande maggioranza dei casi si è trattato di prodotti finanziari che le banche hanno rifilato loro parlando di “capitale garantito”. E che in ogni caso non presentavano certo le caratteristiche dell'investimento "a rischio". Tutt'altro.

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