Ci prendono in giro

L'inganno dei "profughi": in Germania il 43% è finto minorenne

Quasi la metà degli immigrati che hanno ottenuto lo status di rifugiati perché minori in realtà sono maggiorenni. Chi dichiara di avere meno di 18 anni ottiene automaticamente il permesso di soggiorno e una serie di benefici. Succede anche in Italia

Redazione
L'inganno dei "profughi": in Germania il 43% è finto minorenne

Foto ANSA

La Germania si sveglia con lo scandalo degli immigrati che si fingono minorenni per ottenere il permesso di soggiorno. Buongiorno, verrebbe da dire. Perché l’inganno è frequente e ormai comprovato. I finti profughi spesso sono anche finti minorenni, nel senso che al momento dell’identificazione costoro forniscono generalità false. Un nome inventato e soprattutto una data di nascita fasulla. Gli Stati dell’Unione europea prevedono infatti una via privilegiata per i clandestini minorenni, i quali possono presentare domanda d’asilo con la certezza di essere riconosciuti come profughi, ottenendo benefici particolari e un permesso di soggiorno sostanzialmente illimitato.

In Germania quasi la metà dei profughi sono un finti minorenni: "Secondo dati del ministero federale della Famiglia - riporta il Corriere - citati dal quotidiano Die Welt ben il 43% dei 55.890 stranieri che hanno ottenuto lo status di rifugiati in Germania perché minori soli sarebbero in realtà maggiorenni". Un altro scandalo nazionale, dopo gli stupri di massa commessi da immigrati al Capodanno di Colonia. L’ultimo caso riguarda il protagonista di un documentario mandato in onda dalla tv pubblica, nel quale uno straniero islamico, minorenne, si innamora di una ragazza tedesca pretendendo che quest’ultima si converta e porti il velo.

Ebbene, la redazione della televisione ha successivamente dovuto precisare che l’islamico non ha 17 anni, come aveva voluto far credere, ma 19. Un finto minorenne. Come il profugo afgano che ha accoltellato a morte una ragazzina di 15 anni a Kandel lo scorso 27 dicembre: anche questa “risorsa”, che si era spacciato come coetaneo della vittima, sarebbe maggiorenne. Schema simile per un altro profugo afgano che un anno fa ha violentato e ucciso una ragazza: non avrebbe 17 anni, come dichiarato, ma 22 o forse di più. In Italia l’inganno si ripete con disinvoltura, mentre il test utilizzato per verificare l’età dei richiedenti asilo non risulta sempre attendibile e anzi in certi casi favorirebbe, paradossalmente, gli impostori che dichiarano il falso.  

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