c'eravamo tanto odiati

Cile, "arriva il Papa". E la gente inizia a tirar bombe e incendiare chiese

Altro che "chiesa dei poveri": "I soldi del fisco se li porta via Francisco", urlando i cileni. Mentre i terroristi "rossi" di Sendero Luminoso gli spalancano le braccia: "Ci venga a trovare!"

Alfredo Lissoni
Cile, "arriva il Papa". E la gente inizia a tirar bombe e incendiare chiese

Ma che sta succedendo nella Chiesa del mondo latino? Perché si infiamma la vigilia della visita in Cile del Papa, che arriverà lunedì sera per restarvi poi tre giorni prima di fare tappa, fino a domenica 21, in Perù. Tra attacchi alle chiese a Santiago e manifestanti che nella capitale cilena occupano la Nunziatura - il luogo dove soggiornerà Francesco - la folla è in subbuglio e si avvera il triste presagio del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che aveva pronosticto "un viaggio non semplice".


Perché i cristiani dell'America latina non sembrano affatto ben disposti verso il Papa che arriva dall'America latina. Anzi, paradossalmente a spalancargli le braccia sono i comunisti (a lui, che in Argentina era in rotta con le autorità marxiste), e questo la dice lunga su quale sia il polso della gente e su come sia percepita nel Terzo Mondo povero la figura di un pontefice che, nel nome, aveva tentato invano di rifarsi al patrono dei poveri. E che non sembra rendersi conto - e scrivo da insegnante di religione, esponendo un punto di vista teologico - di quanto sconcerto le sue prese di posizione "politiche" stiano creando nel mondo.


La giornata di ieri è difatti cominciata registrando quattro attacchi contro chiese, in diverse zone di Santiago, per protestare contro la visita di Bergolio. In tre, le chiese hanno subito danni, specie alle porte e alle facciate, il quarto è stato neutralizzato dalla polizia. Nella zona della stazione centrale, la parrocchia attaccata è quella di Santa Isabel de Hungria, dove ignoti hanno gettato un panno impregnato di combustibile all'ingresso e appiccato il fuoco, provocando un incendio.


"Libertà per tutti i prigionieri politici nel mondo, Wallmapu (territorio Mapuche) libero, autonomia e resistenza. Papa Francesco, le prossime bombe saranno sotto il tuo abito talare", si legge in un opuscolo lasciato dagli autori, discendenti degli indios sterminati nell'Ottocento dai conquistadores. Il prete Fernando Ibanez ha riferito che poche ore prima alcuni giovani erano passati davanti alla chiesa e avevano gridato insulti, ma "non pensava a un simile attacco".


A Recoleta, dopo le 3 locali, una bomba è stata lanciata contro la cappella di Emanuel: l'esplosione ha squarciato una porta e rotto alcune finestre. A Penalolén, alla cappella del Cristo Vencedor, un'altra bomba ha causato pochi danni. Infine, nel santuario di Cristo Pobre, vicino alla stazione della metropolitana Quinta Normal, la polizia ha neutralizzato un bidone apparentemente pieno di combustibile.


La presidente del Cile Michelle Bachelet ha espresso la sua condanna per gli attacchi. "Quanto accaduto è molto strano", ha detto, "perché non è qualcosa che si può attribuire a un gruppo specifico". Non sono cioè jihadisti né protestanti né maoisti (anzi, questi gli spalancano le braccia). In pratica, la gente - ed in particolare i poveri e gli emarginati - si starebbe ribellando contro la Chiesa di Roma incarnata da papa Bergoglio.


"Nessun attacco terroristico, piuttosto atti di vandalismo compiuti per attirare l'attenzione",
ha commentato al Sir padre Felipe Herrera, portavoce della Commissione della visita. Ma a fare scalpore, poi, è stato il fatto che un gruppo di manifestanti, capeggiati dall'ex candidata presidenziale Roxana Miranda, ha occupato oggi la sede della Nunziatura apostolica nella capitale cilena. "Qui il problema non è la fede, ma piuttosto i milioni che si stanno spendendo" per la visita del Pontefice, ha detto Miranda, leader di un gruppo di senza tetto. "I soldi del fisco se li porta via Francisco".


Intanto in Perù Elena Yparraguirre, moglie di Abimael Guzman, leader del gruppo terroristico Sendero Luminoso, ha chiesto al Papa in una lettera di farle visita in carcere, per ascoltare la proposta di riconciliazione dell'organizzazione con il governo. La donna, 70 anni, all'ergastolo dal 1992, ha apprezzato il lavoro del Papa nella riconciliazione tra il governo colombiano e le Farc, definendolo "esperienza preziosa che fa riflettere". Infatti...




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