America nel caos

Trump: pugno duro, al bando i musulmani, Obama si dimetta e la Clinton si ritiri

Il candidato repubblicano: "Non cederemo alla paura. Sull'islam ho ragione io, questo massacro è solo l'inizio, la nostra leadership è debole e inefficace"

Redazione
Strage di Orlando, Trump: pugno duro, al bando i musulmani, Obama si dimetta e la Clinton rinunci alla candidatura

L'attentatore, il luogo della strage e Donald Trump. Composizione da foto ANSA

"Non possiamo più permetterci di essere politically correct": reagisce con fermezza e senza giri di parole alla strage islamica di Orlando il candidato repubblicano alla presidenza USA, Donald Trump. "Apprezzo le congratulazioni per essere nel giusto sul terrorismo dell'Islam radicale, ma non voglio congratulazioni, voglio durezza e vigilanza. Dobbiamo essere svegli": così ha commentato in uno dei suoi tweet, non risparmiando un attacco a Barack Obama. "Nelle sue dichiarazioni il presidente", dichiara Trump, "si è rifiutato vergognosamente perfino di pronunciare le parole 'islam radicale'. Solo per questo motivo, dovrebbe dimettersi". Per quanto riguarda la sua sfidante, della quale l'attentatore di Orlando era un supporter, iscritto al Partito Democratico, Trump le chiede di ritirarsi: "Se Hillary Clinton, dopo questo attacco, non riesce ancora a pronunciare le parole 'islam radicale', dovrebbe uscire dalla corsa presidenziale", sostiene il candidato repubblicano. "Se non iniziamo ad avere un pugno duro e ad agire alla svelta, non avremo più un Paese. Perché i nostri leader sono deboli, io lo avevo detto che questo sarebbe successo e potrà solo peggiorare. Sto cercando di salvare vite umane ed evitare un altro attentato", conclude Trump.

La strage al gay club di Orlando piomba quindi sulla campagna elettorale americana rilanciando il dibattito sia sulle 'armi facili' sia sui rischi dell'estremismo islamico, anche di quello covato in casa. Donald Trump ha ricordato di aver avuto ragione sui pericoli rappresentati dall'estremismo musulmano e ha chiesto il pugno duro, proponendo un bando temporaneo dei musulmani in USA. Alcuni strateghi elettorali hanno ammesso che uno o più attentati di matrice islamica sul suolo americano potrebbero spostare molti voti verso Trump alla vigilia delle presidenziali di novembre, ma il presidente Obama ha tirato prudentemente il freno ed evitato ogni riferimento al terrorismo islamico o all'Isis nonostante Omar Mateen, l'autore dell'attacco, abbia chiamato la polizia prima di compiere la strage dichiarando la sua fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi; omissione che ha fatto infuriare Trump. Sulla stessa lunghezza d'onda di Obama Hillary Clinton, che ha preferito condannare un "atto di terrore" ed esprimere la sua vicinanza alla comunità Lgbt. Un imam locale, Muhammad Musri, presidente della Islamic Society della Florida centrale, ha invitato a "non fare speculazioni sull'eventuale motivazione del terrorista", tutti tentativi per non incendiare la situazione e fare il gioco di Trump.

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