come l'ufo dei borg

Contatto alieno nel padovano

Se il film di Spielberg “A.I.” non fosse uscito mesi dopo, potevamo sospettare che qualcuno fosse rimasto suggestionato dall’UFO quadrangolare che appare nella scena finale. Eppure a Monselice nel padovano sono stati in molti, ad allarmarsi, per la comparsa estiva di quel “quadrato volante”

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Contatto alieno nel padovano

La sera del 3 agosto 2001, alle 23.15, Lucia Quitadamo e Udilla Savoldello, 50 anni la prima, 53 la seconda, se ne stavano sedute sulla panchina di un piccolo parco del quartiere Marco Polo di Monselice (Padova) quando improvvisamente... “La loro attenzione venne attirata da due luci che, basse sull'orizzonte, avanzavano verso di loro. La signora Udilla si chiedeva cosa fossero e l'amica le suggerì che poteva trattarsi un aereo. Udilla, dando voce ai propri pensieri, cominciò ad esclamare: Ma dov'è il corpo? Il corpo dov'è? Lucia non capiva a quale corpo si riferisse; pensava sempre a quello di un comune velivolo. Nel frattempo le luci colorate ed intermittenti si avvicinavano e le due testimoni si ritrovarono ad osservare un enorme oggetto pressoché quadrato, dai bordi arrotondati, dall'aspetto metallico e di color grigio-verde, che continuava ad avanzare abbassandosi sulla loro verticale, fino ad una quota di pochissimi metri”, scrisse la stampa. “La signora Udilla, a detta di Lucia, sembrò attratta dalla cosa e per questo, alzatasi d'istinto dalla panchina, si diresse verso il centro della piazzola rimanendo ferma sotto l'oggetto immobile. In quei momenti la donna esclamava ripetutamente: Ce l'ho sulla testa! Ce l'ho sulla testa!", proseguì lo studioso.


Lucia invece, terrorizzata per ciò che stava vedendo, ritenne opportuno lanciarsi verso il vicinissimo tempietto ed abbracciare la statua della Madonna quasi per esserne protetta. Riuscì a vedere nella parte centrale dell'UFO un cerchio di luce gialla, che aveva al suo interno una piccola fonte luminosa rossa. Vedendo le strane ed inspiegabili contorsioni dell’amica, cercò di aiutarla chiamandola a gran voce, perché si avvicinasse anche lei al simulacro. Quest’ultima, invece, continuava nello strano atteggiamento e solo successivamente riusciva a riprendere padronanza di sé e ad avvicinarsi alla statua abbracciandola a sua volta. Poi l'UFO effettuò una sorta di rotazione ed iniziò ad allontanarsi, dando l'impressione di dividersi...


La storia finì in breve su tutti i giornali veneti, e produsse una valanga di articoli. Fra i primi ad occuparsene, il Mattino di Padova, che il 17 agosto titolava: “Un UFO sulle nostre teste. La testimonianza di due donne, che hanno raccontato di essersi trovate improvvisamente a contatto con un UFO, è scritta, nero su bianco, in un rapporto dei carabinieri e sarà al centro di una indagine dell'Aeronautica militare”. “Ciò che le testimoni hanno visto”, mi raccontò Chiumiento, “era una scatola metallica priva di luminosità. Quando questa si fu allontanata maggiormente, le due notarono una fila di luci multicolori e, più avanti, due cerchi luminosi di colore bianco-giallo che, poco dopo, si allontanarono prendendo direzioni diverse ed improvvisamente, in seguito ad una forte accelerazione, scomparvero. Successivamente le due donne si guardarono intorno ed ognuna di loro, allibita, scorse un altro UFO: uno proveniente dalla stessa direzione del precedente; l'altro, più a destra, verso La Rocca. Entrambi si muovevano lentamente e poi scomparvero come volatilizzati. Testimone degli strani comportamenti delle due donne fu una terza persona, Esterina Pistore, che disse però di non avere visto l’oggetto, ma ebbe modo di sentire, mentre annaffiava le piante del suo giardino a poche decine di metri di stanza, le urla delle due donne”.

“All'inizio pensavamo fosse un aereo e aspettavamo che in ogni momento effettuasse una virata e se ne andasse”, ha raccontato Lucia al Mattino. “Invece veniva sempre più verso di noi. Aveva una forma rettangolare, era grandissimo, saranno stati circa 40 metri quadrati. I lati erano arrotondati e aveva numerose luci. La paura è esplosa quando l'oggetto si è fermato sopra le nostre teste, a quattro o cinque metri di altezza. Io sono scappata, mi sono rifugiata dietro la statuetta della Madonna. L'ho abbracciata e allo stesso tempo urlavo, chiamavo Udilla che invece era rimasta come paralizzata sulla panchina. Continuava a fissare quella cosa. Ad un tratto si è alzata, ha fatto qualche passo, fino a portarsi sotto quella piattaforma. La chiamavo ma lei non mi sentiva. Faceva movimenti strani con le braccia e emetteva dei suoni. Io ho insistito nel chiamarla e finalmente è venuta da me, anche lei dietro la Madonna”. Il quotidiano non mancava di sottolineare come per le due donne, da quel momento, fosse iniziato un vero e proprio calvario.

“Ho passato un'intera settimana senza riuscire a dormire lo notte”, raccontava Lucia. “E ora quando mi trovo a casa da sola, ho paura. Mio marito questa storia non la vuole nemmeno sentire”. L’oggetto volante però c’era veramente; a vederlo anche una terza signora, a settecento metri di distanza dal parco, in via Cantarella. “Ero andata a salutare mio figlio”, ha raccontato la terza testimone, Dorina Cerati. “Ho guardato un attimo in cielo e ho visto questo oggetto quadrato. Era stupendo, coloratissimo. Mi sono fermata ad ammirarlo perché aveva dei colori bellissimi: bianco, rosso, giallo, verde...”.

Dopo l’apparizione, le due testimoni avrebbero vissuto “forti stati emotivi”. La signora Savoldello, secondo quanto scrissero Mattino e Gazzettino in quei giorni, a seguito degli avvistamenti preferì “sparire dalla circolazione dopo il violento shock provocato dall'apparizione”; ma è più probabile che, legittimamente, preferisse essere lasciata in pace. Vana speranza perché il Mattino del 28 agosto, con un articolo di Enrico Ferro titolato "L’UFO cercò un contatto con Udilla" avanzava l’ipotesi che il disco volante intendesse rapire la signora. Il sospetto era lecito, ma era frettoloso saltare alle conclusioni. La stampa rilevava che “dalla piattaforma volante era uscita una specie di proboscide”. Serviva forse per cattura la sfortunata signora?



Che l’episodio di Monselice potesse adombrare un rapimento UFO non riuscito è detto da pochi, sospettato da molti. Il trambusto mediatico scatenato dall’evento non ha però giovato alla ricerca; e così, sulla stampa, abbiamo letto le ipotesi più fantasiose. É stato ad esempio scritto che nella zona erano state trovate piante disseccate e radioattive, ma i rilievi fatti condurre dall’ARPAV, l’ente di protezione ambientale, non lo hanno confermato (anzi, l'ingiallimento precoce di alcune piante presenti poteva essere determinato dall'acidità del terreno per via delle piogge acide). Il clamore suscitato dall’avvistamento “estivo”, che ha portato alla pubblicazione di una cinquantina di articoli sui giornali locali, ha ingenerato di riflesso una situazione competitiva e paradossale fra gli investigatori accorsi ad inchiestare l’evento; questi hanno fatto a gara, sui giornali, nel difendere le ipotesi più distanti: chi ha invocato subito gli extraterrestri; chi un aereo da guerra americano (più o meno segreto); chi, come da copione, il solito pallone sonda; la grande conflittualità non ha giovato agli ufologi ed il tam tam mediatico ha spinto molti testimoni (si stima che siano stati in tanti, a vedere, quella sera) a tacere; una parte della stampa ha pesantemente ironizzato sulle varie spiegazioni; addirittura vi è stato chi ha offensivamente gettato l’episodio in burletta, come il webmaster del sito Internet Satyricon, che così ha dileggiato i testimoni di Monselice: “Di pazzi non ne abbiamo già abbastanza? Alcuni entusiasti pensano che gli alieni siano già qui da un pezzo ed abbiano già preso possesso del corpo delle persone più in vista del paese. A giudicare da come si comportano i nostri governanti in questo periodo è un'ipotesi molto accreditata”.

Oltre agli scettici, anche le locali autorità di pubblica sicurezza hanno inizialmente optato per la tesi del pallone sonda, come ha riferito Il Gazzettino di Padova: “Secondo i carabinieri potrebbe essere un pallone sonda l'oggetto misterioso avvistato da più persone all'inizio di agosto a Monselice. A sconvolgere un gruppo di abitanti e ad infiammare poi l'entusiasmo di alcuni esperti, sarebbe stata una normalissima radio sonda, una delle tante che le stazioni meteorologiche lanciano per misurare la temperatura, l'umidità e la pressione atmosferica. L'UFO è stato rinvenuto in un campo vicino all'abitazione di un agricoltore di Sant'Urbano. Roberto Raffagnato, 41 anni, non credeva ai propri occhi, non aveva mai visto un oggetto del genere ed ha chiamato i carabinieri, pensando ad una bomba. I militari di Carmignano e di Sant'Urbano lo hanno portato in caserma. È una scatola di polistirolo alto 20 centimetri e largo 10, con all'interno un'apparecchiatura molto sofisticata. Nessun dubbio sulla sua provenienza: il dispositivo, modello Rs 80, viene costruito in Finlandia dal gruppo Vaisala, una multinazionale specializzata in strumenti per la meteorologia.


Basterà il ritrovamento a fare cambiare idea a chi è convinto di avere avvistato una astronave? I carabinieri di Carmignano se lo augurano, anche perché la presunta apparizione ha suscitato un comprensibile panico tra gli abitanti del luogo”. Ma un pallone sonda, hanno fatto rimarcare gli ufologi, non è in grado di compiere le manovre attribuite all’UFO di Monselice; quanto alla tesi dell’aereo spia, l’Ente Nazionale di Assistenza al volo di Abano ha dichiarato di non avere rilevato nulla di anomalo. Nell'arco di tempo che andava dalle 23 alle 24, nell'area di competenza dell'Ente, c'erano una quarantina di aerei in volo, perfettamente identificati. Ammesso che l'ipotizzato velivolo fosse sfuggito ai radar, difficilmente avrebbe potuto fare lo stesso con i numerosi piloti in volo.

Pochi sanno che non è la prima volta che si avvistano oggetti volanti cubici o quadrati, stile astronave Borg di Star Trek, in grado di restare librati in cielo contro qualsiasi legge aerodinamica. Il 20 dicembre 1978 a Caltabellotta, in Sicilia, i coniugi Millefiori di Ribera avvistarono un ordigno quadrato, poi scomparso “in due puntini luminosi”. All’avvistamento, verificatosi sopra il locale mercato, parteciparono molte altre persone.

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